Galles-Italia, l’ultimo atto del Sei Nazioni tra tv e streaming
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Redazione Sport
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Sarà il Millennium Stadium di Cardiff, un palcoscenico dal fascino antico e dal pubblico notoriamente caldo, a ospitare l’atto conclusivo del Sei Nazioni 2026 per l’Italrugby, impegnata sabato 14 marzo con fischio d’inizio fissato per le 17.40 italiane contro i Dragoni gallesi. Dopo aver centrato un risultato storico all’Olimpico una settimana fa – quella prima vittoria in trentatré confronti contro l’Inghilterra che vale doppio, non solo per i quattro punti in classifica – gli azzurri di Gonzalo Quesada cercano adesso un altro record, mai nemmeno sfiorato in venticinque anni di Torneo: conquistare tre successi in una singola edizione. Un traguardo che appare concreto, certo, ma che obbliga la squadra a lasciarsi alle spalle immediatamente l’euforia per l’impresa appena compiuta e a calarsi nella realtà di una sfida, come sottolineato dallo stesso commissario tecnico, che per diverse ragioni si preannuncia come la più dura del campionato.
La formazione azzurra: tre aggiustamenti rispetto all’Inghilterra
Quesada, di fronte all’obbligo di dosare le energie e di rispondere ad alcune defezioni fisiche, ha operato tre ritocchi nel XV titolare rispetto allo schieramento che ha piegato la Rosa. La modifica più rilevante, per il ruolo chiave che ricopre, riguarda la mediana, con Alessandro Fusco – ventiquattro presenze internazionali all’attivo – richiamato in cabina di regia dal primo minuto al fianco di Paolo Garbisi, mentre il fratello di quest’ultimo, Alessandro, autore di un buon esordio contro l’Inghilterra, sconta la concorrenza e torna tra i disponibili in panchina. Nel pacchetto di mischia, l’assenza per infortunio di Simone Ferrari, uscito malconcio proprio dal match dell’Olimpico con un trauma distorsivo al rachide cervicale, ha spalancato le porte del torneo a Muhamed Hasa, pilone delle Zebre Parma chiamato all’esordio da titolare nel Sei Nazioni; completano il reparto avanzato il rientrante Federico Ruzza, che rileva Andrea Zambonin in seconda linea, e la conferma della terza linea composta da Sebastian Negri, Manuel Zuliani e dal capitano Michele Lamaro, perno emotivo e tecnico di questa nazionale.
Il cammino degli azzurri e il peso specifico della sfida
Il percorso dell’Italia in questo Sei Nazioni 2026 è stato fin qui un mosaico di partenze brillanti e di qualche inevitabile battuta d’arresto: dopo il successo all’esordio contro la Scozia per 18-15, sono arrivate le sconfitte, onorevoli ma pur sempre sconfitte, sul campo dell’Irlanda (13-20) e della Francia (8-33), prima dell’acuto contro gli inglesi che ha riscritto una pagina della storia ovale italiana. Adesso, con nove punti in classifica che valgono il quarto posto, gli uomini di Quesada sanno di poter chiudere il torneo nel migliore dei modi, ma sanno altrettanto bene che il Galles, fanalino di coda con un solo punto all’attivo, non ha alcuna intenzione di fare da vittima sacrificale nell’addio stagionale al proprio pubblico. I Dragoni, reduci da quattro sconfitte consecutive, hanno comunque mostrato lampi di dignità, specialmente a Dublino contro l’Irlanda, e scenderanno in campo con la rabbia di chi vuole riscattare una classifica impietosa e regalare un sorriso ai propri tifosi.
Dove seguire la partita in tv e in streaming
Per chi non potrà o non vorrà perdersi l’appuntamento, la copertura televisiva dell’incontro è stata garantita su più piattaforme, nel segno di una sempre maggiore accessibilità agli eventi sportivi di rilievo. La partita sarà trasmessa in diretta e in chiaro su Tv8, canale otto del digitale terrestre, e in pay per gli abbonati su Sky Sport Uno, con il collegamento che scatterà alle 17 per l’analisi pre-partita; la telecronaca sarà affidata a Francesco Pierantozzi e Federico Fusetti, mentre in studio a commentare il match ci saranno Martin Castrogiovanni, Andrea De Rossi e Diego Domínguez. Per la fruizione in mobilità, lo streaming live sarà disponibile sia sulla piattaforma NOW, riservata agli abbonati, sia sul sito ufficiale di Tv8 per chi preferisce seguire gli azzurri comodamente da pc, tablet o smartphone, in un ecosistema digitale che ormai affianca e talvolta supera la televisione tradizionale come mezzo primario di diffusione degli eventi sportivi.




