Singapore paga i cittadini per leggere quindici minuti al giorno

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   C'è una città-Stato che ha deciso di mettere un prezzo simbolico alla capacità di attenzione dei suoi abitanti. A Singapore il governo ha lanciato un programma quinquennale chiamato ReadSG, coordinato dal National Library Board, che riconosce piccole ricompense in denaro virtuale a chi legge almeno quindici minuti al giorno.

L'obiettivo dichiarato è duplice: incentivare l'abitudine alla lettura e arginare il cosiddetto doomscrolling, quella pratica di scorrimento compulsivo sui social network che tiene gli utenti incollati allo schermo per ore senza che ne abbiano piena consapevolezza.

Come funziona il meccanismo delle monete virtuali

La partecipazione è semplice, ma il ritorno economico è volutamente minimo. Chi si registra sulla piattaforma governativa CrowdTaskSG e registra una sessione di lettura di almeno un quarto d'ora riceve venti monete virtuali. Per ottenere un dollaro di Singapore, però, ne servono mille: significa che bisogna leggere con costanza per cinquanta giorni consecutivi, considerando che viene conteggiata una sola sessione al giorno. La cifra finale si aggira intorno agli ottanta centesimi di dollaro americano.

La ricompensa, insomma, non punta a trasformare la lettura in una fonte di reddito, ma a fungere da stimolo ludico per radicare un'abitudine.

Un contesto che parte da dati solidi ma preoccupanti

La scelta di Singapore non nasce dal vuoto. Un'indagine nazionale sui consumi culturali pubblicata nel 2024 ha rilevato che solo circa tre adulti su dieci leggono libri con cadenza settimanale. Eppure il Paese asiatico resta ai vertici mondiali per capacità di lettura tra gli studenti quindicenni, secondo i risultati PISA. Il paradosso è evidente: si legge per lavoro o per studio, ma il tempo libero viene risucchiato da altre forme di intrattenimento digitale.

Da qui l'idea di intercettare piccoli momenti della giornata, come tre fermate di metropolitana, l'attesa alla fermata dell'autobus o la pausa del caffè mattutino, per riconvertirli in lettura.

La posta in gioco: attenzione, pensiero critico e immaginazione

Melissa Tam, direttrice del National Library Board, ha spiegato che i contenuti brevi sono utili per restare informati, ma è la lettura di testi lunghi a rafforzare l'attenzione, il pensiero critico e l'immaginazione. Il programma ReadSG è stato presentato con una cornice istituzionale di lungo periodo: durerà cinque anni e prevede anche una componente benefica. I minuti di lettura registrati collettivamente possono sbloccare fino a 150.000 dollari di Singapore da destinare a progetti sociali ed educativi, sostenendo fino a diecimila persone.

Il fenomeno che si vuole contrastare

Il termine doomscrolling è entrato nel lessico comune durante la pandemia di Covid-19, quando milioni di persone trascorrevano ore a scorrere aggiornamenti su contagi e decessi. La parola nasce dalla crasi tra "doom", rovina, e "scrolling", lo scorrere del dito sullo schermo. La dinamica è stata studiata anche a livello neurologico: l'organismo umano è programmato per individuare le minacce, e i contenuti allarmanti attivano l'amigdala e i sistemi di allerta con maggiore efficacia rispetto a quelli neutri o positivi.

Ogni titolo inquietante produce un rilascio di cortisolo che, anziché placarsi, alimenta un bisogno di ulteriore controllo, in una spirale che non trova mai sazietà.

L'iniziativa di Singapore si inserisce in una riflessione più ampia sulla qualità del tempo digitale. Nel 2024 l'Oxford University Press ha eletto "brain rot" parola dell'anno, definendola come il presunto deterioramento dello stato mentale o intellettuale di una persona conseguente al consumo eccessivo di materiale online considerato banale o poco stimolante. Il termine ha registrato un incremento d'uso del 230 per cento tra il 2023 e il 2024, segno di una preoccupazione diffusa per gli effetti dell'iperconnessione sulle capacità cognitive.

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