Cessate il fuoco in Libano, una fragile tregua nel Medio Oriente
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il 27 novembre è entrato in vigore un fragile accordo di cessate il fuoco in Libano, che potrebbe segnare un punto di svolta nel brutale conflitto che ha causato innumerevoli vittime innocenti. Greenpeace auspica che questo accordo possa diventare il punto di partenza per una de-escalation e un cessate il fuoco incondizionato, completo e permanente in tutto il Medio Oriente. Dopo 416 giorni di violenza, la devastazione umanitaria e ambientale è diventata insostenibile.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha minacciato una "guerra intensiva" in caso di violazione della tregua da parte di Hezbollah. Netanyahu ha dichiarato di aver dato istruzioni all'esercito israeliano di condurre, in caso di violazione del cessate il fuoco, una guerra intensiva. Le truppe dell'Onu pattugliano il confine tra Israele e Libano per vigilare sul rispetto della tregua tra l'Idf e Hezbollah, con la partecipazione anche dei soldati dell'esercito libanese nell'operazione di sorveglianza nella zona cuscinetto tra i due stati.
L'intesa prevede il ritiro dei militari israeliani dal sud del Libano e il posizionamento dei miliziani sciiti a nord del fiume Litani. Tuttavia, l'esercito libanese ha accusato Israele di aver violato ripetutamente il cessate il fuoco, in vigore da poche ore. Le forze armate di Beirut hanno segnalato un raid aereo contro una base di Hezbollah nel Libano meridionale e un attacco di un drone israeliano contro un veicolo libanese nella zona del villaggio di Markaba, che ha causato il ferimento di due persone.
Inoltre, almeno 21 persone sono morte a Gaza, aggravando ulteriormente la situazione umanitaria nella regione. La fragile tregua in Libano rappresenta un tentativo di porre fine a un conflitto che ha devastato il paese e causato sofferenze indicibili alla popolazione civile.




