Perché la surroga del mutuo conviene in questo momento di stallo dei tassi
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Redazione Economia
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La Banca centrale europea, guidata da Christine Lagarde, ha confermato per la seconda volta consecutiva la pausa nell'aggiornamento dei tassi d’interesse, mantenendo invariato al 2% quello sui depositi. Una scelta, questa, che riflette un'attenta strategia di osservazione dinanzi a un’economia europea che, sebbene definita “resiliente” dalla stessa presidente, mostra timidi segnali di ripresa con una crescita rivista all'1,2% e un’inflazione che ormai veleggia stabilmente intorno al suo obiettivo.
Proprio questa fase di stabilità, per molti versi inattesa dopo un biennio di rialzi continui, sta ridefinendo gli equilibri nel mercato creditizio. Se un anno fa, all’esordio dei primi tagli, il tasso fisso rappresentava l’opzione più vantaggiosa per chi cercava sicurezza, oggi il panorama si è completamente ribaltato. I mutui a tasso variabile, infatti, hanno smesso di scendere ma rimangono in una posizione di netto vantaggio sul fisso, il quale continua a registrare un progressivo e costante rialzo.
È in questo contesto, caratterizzato da un’ambiguità di fondo voluta da Francoforte che non si sbilancia su future mosse, che la surroga si trasforma in un’opportunità concreta per migliaia di nuclei familiari. Le banche, com’è noto, applicano sui nuovi finanziamenti condizioni più aggiornate e competitive rispetto a quelle contrattate in passato, specialmente da chi si è trovato a sottoscrivere un mutuo quando i tassi erano ai loro massimi storici.




