Guerra tra Israele e Hamas: ostaggi, stop ai negoziati e ritiro della delegazione israeliana in Qatar

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le immagini dei figli rapiti da Hamas al festival della musica e dei giovani, il rave alle porte di Gaza, hanno fatto il giro del mondo. Noa Argamani, la ragazza, viene portata via in moto, il suo fidanzato Avinathan Or trascinato, le mani legate, sotto la minaccia delle armi. Noa urla la sua disperazione, Or è impietrito.

Israele ha intensificato i raid nel sud della Striscia intorno a Khan Yunis, ordinando l'evacuazione dei civili, mentre Hamas ha lanciato raffiche di razzi contro diverse città dello Stato ebraico. Centinaia i palestinesi uccisi, ha denunciato Hamas.

Il negoziato per riprendere lo scambio di prigionieri sembra essersi spezzato. Gli israeliani hanno annunciato un "punto morto", lasciando la sede delle trattative, Doha.

Il premier Netanyahu ha dichiarato: «Continuiamo a combattere per distruggere Hamas. Faremo di tutto per liberare gli ostaggi». È il 58esimo giorno di guerra: oltre 16.000 palestinesi morti, di cui 5.600 bambini, secondo Hamas. In Israele 1.

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