Messina, la corsa a sindaco entra nel vivo tra colpi di mercato e liste da completare
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Redazione Interno
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Un mese esatto è trascorso da quando Federico Basile, sindaco di Messina, ha rassegnato le dimissioni annunciando contestualmente la propria ricandidatura, una mossa, quella del primo cittadino uscente, che porta la firma indelebile del suo mentore politico Cateno De Luca e che ha di fatto azzerato il tabellone di gioco a palazzo Zanca. Da allora, con l’insediamento del commissario straordinario, l’ottantaduenne ex prefetto Piero Mattei, figura di provata esperienza nelle gestioni commissariali -5-10, la città si è ufficialmente proiettata verso la tornata elettorale di primavera, prevista per il 24 e 25 maggio. Il quadro delle candidature, lungi dall’essere una mera fotografia di schieramenti, assomiglia sempre più a un complesso puzzle i cui tasselli – liste, alleanze e candidati alle municipalità – si compongono giorno dopo giorno tra logiche di potere locali e correnti nazionali.
Sul versante del centrodestra, la coalizione che sostiene Marcello Scurria, ex sub-commissario per il risanamento delle baraccopoli, appare compatta attorno al nome dell’avversario di Basile, con il supporto di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. La macchina organizzativa, in questo fronte, sta lavorando per mettere a punto una squadra di sette od otto liste, tra cui quelle di bandiera dei partiti e civiche come “RinascitaMessina”, vicina a Gaetano Sciacca, figura che non lesina critiche nei confronti del leader di Sud chiama Nord. La costruzione dell’offerta politica, in questa fase, procede per addizioni e, talvolta, per sottrazioni, in un clima che ricorda le sessioni di calciomercato più che la ponderata scelta di programmi amministrativi.
Nel campo del centrosinistra, dopo settimane di indiscrezioni e di consultazioni, la fumata bianca è arrivata con l’investitura di Antonella Russo, consigliera comunale dem e avvocato cinquantaseienne, il cui nome, secondo quanto si apprende, sarebbe stato caldeggiato direttamente dal segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagallo. La scelta è caduta su di lei dopo un complesso balletto di nomi che aveva visto circolare con insistenza quello dell’ex deputata Maria Flavia Timbro e del biologo Paolo Todaro, quest’ultimo proposto da Alleanza Verdi e Sinistra ma poi ritiratosi dalla corsa, provocando persino le dimissioni della sua principale sponsor, la dirigente scolastica Alessandra Minniti, dall’incarico di portavoce di Europa Verde. Non è mancato, sullo sfondo di queste fibrillazioni, chi avrebbe gradito la candidatura dell’altro consigliere dem Alessandro Russo, sostenuto da una petizione online che non ha però raccolto i consensi sperati.




