Governo tedesco in crisi, Scholz accelera verso il voto anticipato
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Redazione Esteri
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In Germania, una crisi di governo rappresenta un evento eccezionale, un trauma che evoca lo spettro della Repubblica di Weimar, instabile e precaria, che portò all'avvento di Hitler. Tuttavia, l'attuale crisi viene accolta con sollievo, come la fine di un incubo previsto da tempo. Non importa chi sia il responsabile, che sia il Cancelliere Olaf Scholz o il ministro delle Finanze Christian Lindner, ognuno sceglie il colpevole che preferisce.
Il Cancelliere Scholz, con un gesto di apertura verso l'opposizione, ha dichiarato di essere pronto a discutere la data in cui andrà a farsi sfiduciare in Parlamento per aprire la strada a nuove elezioni. "Vorrei consentire nuove elezioni il più rapidamente possibile", ha scritto su X, dopo aver espresso gli stessi concetti ai giornalisti a Budapest. Scholz ha quindi fatto marcia indietro rispetto al fermo "nein" alle nuove elezioni prima di metà gennaio, ipotesi che solo 24 ore prima aveva fatto saltare l'accordo con il segretario della CDU per una collaborazione costruttiva sulle leggi in scadenza al Bundestag.
Il secondo giorno della crisi di governo, Scholz ha incontrato i capigruppo parlamentari dei partiti democratici per capire quali norme possono essere approvate entro la fine dell'anno. La legge tedesca impone la cosiddetta sfiducia costruttiva: se un cancelliere viene sfiduciato, si deve immediatamente imporre, con lo stesso voto, anche il nuovo cancelliere e la maggioranza che lo sostituiscono. Scholz, avendo il coltello dalla parte del manico, può chiedere il voto di fiducia in Parlamento, mentre è pressoché impossibile sfiduciarlo senza un'alternativa pronta.
In questo contesto, la crisi di governo in Germania si sviluppa con una rapidità inaspettata, e il Cancelliere Scholz, pur cercando di mantenere il controllo della situazione, si trova a dover fare i conti con una realtà politica in continua evoluzione.




