Lecco, Gorizia e Bolzano in testa per qualità della vita, ma il divario generazionale pesa
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Redazione Interno
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Che l’Italia sia un Paese a geometria variabile, dove la qualità della vita cambia drasticamente non solo da regione a regione ma anche in base all’età, è un dato ormai consolidato. Lo conferma l’ultimo report del Sole 24 Ore, che analizza le condizioni di vita nelle province italiane suddividendo la popolazione in tre fasce d’età: anziani, giovani e bambini. Lecco, Gorizia e Bolzano si distinguono come le migliori in assoluto, ma a emergere con forza è soprattutto il divario generazionale, che in alcune zone assume contorni drammatici.
Bergamo, per esempio, si posiziona al 14° posto per gli over 65, mentre scivola al 26° per i bambini e addirittura al 31° per i giovani tra i 18 e i 35 anni. Un arretramento significativo, quest’ultimo, considerando che solo un anno fa la provincia lombarda era 23a. Se gli anziani trovano servizi adeguati e un tessuto sociale più accogliente, i più giovani sembrano invece pagare il prezzo di un territorio che non riesce a offrire loro prospettive solide. Un fenomeno che, sebbene non nuovo, desta preoccupazione soprattutto quando a essere coinvolte sono aree tradizionalmente dinamiche come la Lombardia.
Milano, spesso dipinta come locomotiva del Paese, non brilla particolarmente nella classifica dedicata ai giovani, lasciando intravedere un paradosso: la città che dovrebbe trainare lo sviluppo fatica a garantire condizioni di vita dignitose per chi si affaccia sul mondo del lavoro. E mentre il capoluogo meneghino arranca, altre province – soprattutto al Nord – dimostrano di saper coniugare servizi, opportunità e benessere diffuso.
Diverso, e più preoccupante, è il caso di Latina, fanalino di coda per tutte e tre le generazioni, ma con performance particolarmente negative per i giovani. I numeri parlano chiaro: mancano politiche dedicate, servizi efficienti e, soprattutto, prospettive di crescita. Un quadro desolante, che riflette una tendenza nazionale e che il report del Sole 24 Ore ha il merito di quantificare con precisione, attingendo a fonti come Istat, Infocamere e Siae




