Milan, la gestione Maignan tra infortuni e il nodo del rinnovo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mike Maignan, che è tornato a essere un punto fermo della difesa rossonera dopo l'ultimo, lungo stop, ha nuovamente acceso un campanello d'allarme durante la partita contro il Bologna. L'immagine del portiere, il quale ha abbandonato il terreno di gioco in evidente stato di sofferenza e successivamente è stato visto uscire dallo stadio con l'ausilio delle stampelle, aveva giustamente allarmato la società e la tifoseria. Fortunatamente, come riportato dagli accertamenti clinici immediatamente effettuati, non sono emerse lesioni muscolari di sorta al polpaccio destro; un respiro di sollievo, sebbene condizionato dalla consapevolezza di una fragilità ormai cronica.

Il caso del numero uno francese, la cui statura tecnica è indiscutibile, si sta trasformando in un vero e proprio rompicapo per la dirigenza milanista. Il bilancio dei suoi infortuni, che ammonta a ben quaranta partite saltate dall'arrivo nel club, delinea una situazione insidiosa e difficile da gestire sulla distanza. Alcuni, osservando la dinamica dell'ultimo episodio, avanzano il dubbio che la natura del problema possa affondare le radici in una sfera più psicologica che fisica, un retaggio forse dei precedenti periodi di inattività forzata.

L'immediato futuro sportivo è già scritto: Maignan sarà fuori per il match di campionato in trasferta a Udine, dove il suo posto tra i pali verrà occupato da Marco Terracciano, e molto probabilmente salterà anche l'impegno di Coppa Italia contro il Lecce. Una forzata turnover che affida le sorti della porta a riserve il cui rendimento, per quanto onorevole, non può ovviamente competere con quello di un titolare di caratura internazionale.

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