Gwyneth Paltrow a Firenze, l’attrice all’inaugurazione di Villa San Michele
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Tra pappardelle al cinghiale servite chissà in quale angolo riservato della sala, tramonti che incendiano i lungarni – catturati in uno scatto destinato a fare il giro del mondo in pochi minuti – e un tripudio di look primaverili documentato puntualmente sui social, sono trascorse le ultime giornate fiorentine di Gwyneth Paltrow. L’attrice, volto di pellicole rimaste nell’immaginario collettivo e imprenditrice di successo nel settore del benessere, ha fatto ritorno in Toscana per presenziare a un evento molto atteso dagli addetti ai lavori del lusso: l’inaugurazione della rinnovata Villa San Michele a Fiesole, la perla del gruppo Belmond che ha ufficialmente rialzato il sipario il 28 aprile dopo un silenzio durato 18 mesi. La sua presenza, va detto, si configura quasi come uno spot spontaneo ma potentissimo per le colline circostanti Firenze, considerato il bacino di utenza milionario che la segue fedelmente da Los Angeles a qualsiasi latitudine.
Un restauro da 18 mesi per l’ex monastero michelangiolesco
Chiusa per un anno e mezzo per una ristrutturazione accurata – periodo durante il quale l’attesa dei viaggiatori internazionali non ha fatto altro che crescere – Villa San Michele riapre dunque le sue porte con un volto inedito ma profondamente rispettoso della sua storia millenaria. Siamo di fronte a un ex monastero francescano del XV secolo, la cui celebre facciata è attribuita alla scuola michelangiolesca, immerso nel verde di quei boschi dove, raccontano le cronache locali, Leonardo da Vinci tentò i primi esperimenti di volo. L’intervento, affidato allo studio Luigi Fragola Architects, non si è limitato a un semplice lifting estetico: ha completamente ripensato le 39 suite e camere, introducendo arredi su misura, tessuti toscani e un dialogo più intimo con il paesaggio collinare che circonda la proprietà. Tra le novità che hanno catalizzato l’attenzione della clientela più esigente, spicca la prima spa della struttura, firmata Guerlain, concepita come un rifugio sensoriale dove la pietra naturale e l’onice si fondono con le antiche mura del convento.
Una cena di gala tra coreografie d’ombra e un parterre di vip
A suggellare questa attesissima riapertura, una serata di gala che ha riportato il glamour internazionale sulle alture di Fiesole. Sotto un cielo limpido e primaverile, la cornice dell’ex loggiato degli archi a tutto sesto ha ospitato una cena esclusiva arricchita da performance suggestive: coreografie di ombre curate dall’artista Patricia Zhou, musica al chiaro di luna e allestimenti floreali che esaltavano la vista mozzafiato sulla cupola del Duomo. In questo contesto da sogno, o forse sarebbe più preciso dire da set cinematografico, si è mosso un parterre di ospiti proveniente dai mondi della moda, del lifestyle e del jet set internazionale, con Gwyneth Paltrow a fare da straordinaria cerimoniera. La sua partecipazione all’evento era nell’aria da settimane, considerato il suo legame storico con la struttura: un decennio fa lo stesso hotel ospitò Carlo e Camilla in visita ufficiale in Italia, e ancor prima tra queste mura soggiornò Napoleone Bonaparte.
Look floreali e pappardelle: il racconto social di un sogno toscano
Come spesso accade quando una diva del calibro della Paltrow mette piede in Italia, il grosso del clamore mediatico è stato generato dalle immagini che lei stessa ha riversato sul suo profilo Instagram, seguito da milioni di utenti. L’attrice ha offerto ai follower un carosello di scatti studiati con cura: la si vede degustare una fumante porzione di pappardelle (qualcuno ha ipotizzato al cinghiale, tipicità del posto), indossare un candido accappatoio prima di una sessione di benessere o godersi il tramonto in riva all’Arno. Ma il vero elemento di discussione, sui social e non solo, sono stati i look scelti per l’occasione. Per il giorno, un outfit minimal chic dal sapore country, perfettamente in sintonia con i colori tenui della campagna; per la sera, un abito lungo con stampa floreale che sembrava dipinto apposta per dialogare con i glicini secolari che abbracciano i giardini della villa. Una lezione di stile, insomma, che ha trasformato l’inaugurazione di un hotel – per quanto di lusso – in un fenomeno di costume globale, riportando i riflettori del mondo intero su una delle terrazze più belle d’Europa.




