a Roma cinque nuove eco-chiese sorgeranno in periferia con i fondi dell'8 per mille
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Redazione Interno
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Il panorama urbano di alcune aree periferiche della capitale è destinato a cambiare, ricevendo quella che il cardinale vicario ha definito una risposta concreta a un bisogno antico. L’annuncio, dato nel corso della presentazione del “Programma nuove chiese”, segna infatti una svolta per cinque parrocchie già operative ma costrette da anni a una condizione di precarietà logistica. Queste, che risultano canonicamente istituite, hanno dovuto finora adattare spazi assolutamente inadatti allo svolgimento della vita comunitaria, come garage riconvertiti, magazzini angusti o perfino appartamenti civili, con tutti i limiti che ne derivano per le attività liturgiche e pastorali.
I luoghi interessati dall'intervento edilizio
Gli interventi, la cui prima pietra dovrebbe essere posata entro un biennio salvo intoppi, interesseranno quartieri distanti tra loro, accomunati però da una simile marginalità nell’assetto cittadino. Nel dettaglio, si tratterà delle comunità di Santa Brigida di Svezia a Palmarola, di San Giovanni Nepomuceno Neumann a Montespaccato e di Sant’Anselmo alla Cecchignola. A queste si aggiungono la San Vincenzo de’ Paoli, che avrà la sua sede sul lungomare di Ostia, e la Sant’Anna a Morena, dove peraltro non si procederà a una costruzione ex novo ma a un significativo ampliamento della struttura attuale, evidentemente divenuta insufficiente.
Il finanziamento e la filosofia ecologica dei progetti
La realizzazione di questi edifici, il cui carattere sarà marcatamente ecologico secondo quanto dichiarato, è resa possibile da una combinazione di risorse economiche. Fondamentale, in tal senso, è la destinazione di una parte dei fondi derivanti dall’otto per mille alla Chiesa cattolica, a cui si somma un cofinanziamento diretto della diocesi di Roma. Questo binomio finanziario consente di trasformare un’aspirazione di lungo periodo in un cantiere imminente, ponendo fine a una situazione di carenza storica in zone che, oltre a essere periferiche, spesso presentano anche delle fragilità sociali di cui il tessuto parrocchiale intende farsi carico.
Oltre il culto: una risposta al bisogno di spazi di socialità
Il progetto, che va quindi oltre la mera edificazione di un luogo di culto, si inserisce in una visione più ampia promossa dal Vicariato. L’obiettivo, spesso ribadito, è quello di donare a queste porzioni di città degli spazi dignitosi e permanenti, concepiti per promuovere inclusione e prossimità. Si passerà dunque da una condizione di provvisorietà, che limitava inevitabilmente le potenzialità aggregative, alla disponibilità di architetture pensate appositamente, le quali, nelle intenzioni, dovranno servire da polo di riferimento per gli abitanti del quartiere, offrendo risposte che non siano solo di natura spirituale ma anche sociale.




