L’Union Berlino affida la panchina a Marie-Louise Eta, è la prima donna nella storia della Bundesliga

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sconfitta di ieri pomeriggio a Heidenheim, pesante nel punteggio (1-3) e ancora più pesante nelle modalità, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. La dirigenza dell’Union Berlino, reduce da una seconda parte di stagione definita “desolante” (solo due vittorie nelle ultime quattordici giornate), ha deciso per il taglio netto: esonerato l’allenatore Steffen Baumgart e con lui i due vice, la scelta è caduta su un profilo che, per usare un eufemismo, non è esattamente ordinaria amministrazione. La squadra, che occupa l’undicesimo posto in classifica ma è pericolosamente vicina alla zona calda (sette punti di vantaggio solo sul sedicesimo posto, occupato dal St. Pauli), è stata affidata a Marie-Louise Eta, tecnico di 34 anni che da oggi scrive il suo nome nei libri di storia del calcio tedesco.

Con questa nomina, valida fino al termine della stagione (mancano cinque partite alla fine del campionato), Eta diventa ufficialmente la prima donna alla guida di una squadra maschile in uno dei cinque grandi tornei europei, un record che abbatte un ultimo, resistentissimo tabù nel calcio professionistico. Non è, però, la sua prima volta sui campi della Bundesliga: nel novembre del 2023 era già diventata la prima vice allenatrice donna della massima serie tedesca, lavorando prima al fianco di Marco Grote e poi dello stesso Nenad Bjelica. Inoltre, nel gennaio del 2024, a causa di una squalifica proprio di Bjelica, era stata lei a guidare la squadra dalla panchina in una partita contro il Darmstadt, assolvendo anche ai consueti impegni con i media, un’anticipazione di quello che sarebbe successo oggi.

Una scelta di necessità e di prospettiva

L’attuale situazione di classifica, più che una scelta tecnica visionaria, imponeva una scossa immediata all’ambiente. Il club della capitale, dopo aver esaurito la pazienza con Baumgart (a cui si rimprovera un’incapacità di invertire il trend negativo), ha ripiegato su una conoscenza interna. Eta, che in questa stagione stava già guidando la formazione Under 19 del club (incarico che aveva assunto nel luglio 2025), è stata indicata dal direttore sportivo Horst Heldt come la soluzione ideale per traghettare la squadra verso la salvezza, visto che è previsto che in estate prenda ufficialmente le redini della squadra femminile dell’Union. “Abbiamo avuto una seconda parte di stagione assolutamente deludente”, ha dichiarato Heldt, “le prestazioni delle ultime settimane non ci davano la fiducia per invertire la rotta con l’assetto attuale”.

Marie-Louise Eta, classe 1991, non è una semplice emergenza: vanta una carriera da calciatrice di altissimo livello, avendo vinto la Champions League femminile nel 2010 con il Turbine Potsdam, oltre a tre campionati tedeschi e un Mondiale Under 20 sempre con la Germania. Il suo percorso, interrotto a 26 anni per una serie di infortuni, è stato però solo un cambio di direzione. Dopo aver conseguito la licenza UEFA Pro (il massimo titolo di abilitazione per un allenatore) nel febbraio 2023, ha scalato rapidamente le gerarchie del club, guadagnandosi la fiducia dell’ambiente nonostante la giovane età.

Il compito più duro e la reazione della squadra

L’accoglienza nello spogliatoio, sebbene non ancora ufficializzata da dichiarazioni pubbliche dei singoli giocatori, sembra essere improntata alla massima collaborazione. Il capitano Rani Khedira, al termine della disfatta di Heidenheim, non aveva usato giri di parole definendo la prestazione della squadra “desolante e deprimente”, assumendosi le proprie responsabilità davanti ai tifosi giunti in trasferta. La nuova allenatrice, che ha già lavorato con molti di loro durante il periodo da vice, eredita una situazione complicata: la squadra deve guardarsi alle spalle più che guardare avanti, e il prossimo impegno sarà già uno scontro diretto per la salvezza, tra le mura amiche contro il Wolfsburg, terzultimo in classifica e a caccia di punti disperati.

“Data la situazione nella parte bassa della classifica, la nostra permanenza in Bundesliga non è ancora sicura”, ha dichiarato Eta subito dopo la nomina, dimostrando di avere ben chiara la difficoltà del compito che l’aspetta. La stessa, con un pragmatismo che è già stato apprezzato dai dirigenti, ha aggiunto: “Sono felice che il club mi abbia affidato questo compito. Una delle forze dell’Union è sempre stata la capacità di restare uniti in queste situazioni. Sono convinta che conquisteremo i punti cruciali”. La federazione e gli osservatori internazionali seguono con attenzione l’evoluzione di questa panchina, che rappresenta un precedente epocale destinato a influenzare le scelte future dei club di tutta Europa.

Dettagli di contesto e situazione di classifica

Ad alimentare la svolta radicale è stato l’andamento disastroso nel 2026. Con solo due successi raccolti nelle ultime quattordici partite dalla pausa invernale, l’Union ha visto gradualmente dissolversi il margine di sicurezza accumulato nel girone d’andata. I 32 punti attuali, a cinque giornate dal termine, non rappresentano affatto un salvacondotto, specialmente considerando il calendario tutt’altro che agevole che attende la squadra. La retrocessione diretta è lontana undici punti, ma il timore è rappresentato dal play-out (sedicesimo posto), che attualmente dista solo sette lunghezze. Per una piazza come Berlino, abituata a lottare per traguardi più nobili, questa è una situazione di forte emergenza che giustifica l’esonero immediato di Baumgart, in carica solo da poco più di un anno.

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