Sagre e festival del gusto, il secondo weekend di maggio accende piazze e borghi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è chi lo chiama il mese dei ponti, ma per chi ama mangiare bene – e magari accompagnare il tutto con un bicchiere di vino tra bancarelle e stand all’aperto – maggio è soprattutto il mese in cui l’Italia riscopre la sua anima più conviviale. E il secondo fine settimana, quest’anno caduto dall’8 al 10, non fa eccezione: anzi, lo si potrebbe definire il cuore pulsante di una primavera ormai inoltrata, quando i centri storici, anche quelli dei borghi più piccoli, si riempiono di tavolate, profumi e produttori pronti a raccontare il loro lavoro.
Si parte dal Piemonte, regione che in questo periodo sembra vivere letteralmente all’aperto. Tra la prima e la seconda settimana di maggio, il calendario degli eventi si fa talmente fitto da costringere a scelte quasi dolorose. A Pinerolo, dall’8 al 10, va in scena la “Festa Siciliana”, un omaggio – a dir poco goloso – ai sapori dell’isola trapiantati nel torinese. Poco distante, a Poirino, la “Fiera della Tinca e dell’Asparago” non si ferma al weekend: comincia l’8 e prosegue fino al 13, dando modo ai visitatori di assaggiare due prodotti simbolo del territorio, uno ittico e l’altro ortaggio pregiato. E se il vino è la vostra passione, da non perdere “Nizza è Barbera” a Nizza Monferrato (dall’8 all’11), dove il celebre vitigno la fa da padrone in degustazioni guidate e abbinamenti studiati con cura.
Non mancano poi gli eventi pensati per chi ama passeggiare tra fiori e calici. “Fiorile” a Moncalieri (9-10 maggio) e “Fiori & Vini” a Carignano (stesse date) mescolano petali e bollicine in un connubio che attira ogni anno migliaia di persone. La domenica, il 10 maggio, a Giaveno si tiene “Maggionatura”, appuntamento ormai consolidato che chiude idealmente il weekend con un tripudio di eccellenze locali.
Ma non è solo il Piemonte a offrire un ventaglio così vario. Se allarghiamo lo sguardo al resto d’Italia, ci accorgiamo che la primavera porta in passerella gli stessi grandi protagonisti: l’asparago, la fragola, il pisello, le erbe aromatiche. Ogni regione li declina a modo suo, e ogni sagra diventa così un piccolo museo a cielo aperto della cultura contadina, di quelle ricette tramandate di generazione in generazione che nessun ristorante stellato saprebbe replicare con la stessa autenticità.
Gli stand offrono assaggi, i produttori spiegano la provenienza delle materie prime, e tra una chiacchiera e l’altra – magari seduti su una sedia di plastica come si faceva una volta – si finisce per ordinare un secondo piatto che non era in programma. È questa la forza delle sagre italiane di maggio: trasformare una semplice gita fuori porta in un’esperienza totale, dove il cibo è solo l’inizio del racconto.
Dal nord al sud, dunque, l’invito è lo stesso: lasciarsi guidare dal naso. Perché se è vero che la primavera si vede nei campi fioriti, si sente eccome anche nell’aria di queste piazze, dove il fritto, il vino novello e il pane appena sfornato diventano il vero calendario degli eventi.
Un weekend tra vino, asparagi e street food di qualità
Se osserviamo nel dettaglio le date dell’8, 9 e 10 maggio, notiamo una concentrazione notevole di manifestazioni che attraversano trasversalmente diverse tipologie di pubblico. C’è chi cerca la fiera internazionale – e magari la trova in qualche capoluogo – e chi invece preferisce il mercato contadino di pochi stand, dove il produttore ti guarda negli occhi mentre ti taglia una fetta di formaggio. La varietà, insomma, è il vero lusso di questo weekend.
Prendete il caso dell’asparago: lo ritroviamo a Poirino, ma anche in altre regioni dove la raccolta è in pieno svolgimento. È un ortaggio delicato, che richiede cotture precise e abbinamenti misurati, e nelle sagre viene celebrato con risotti, frittate e persino in versione cruda con olio a crudo. Accanto a lui, la tinca – pesce d’acqua dolce non sempre facilissimo da trovare nei menu della ristorazione tradizionale – diventa protagonista di un piatto unico che sa di lago, di tradizione e di lentezza.
E poi c’è la Barbera, naturalmente. “Nizza è Barbera” non è una degustazione qualsiasi, perché si svolge nella zona di produzione per eccellenza, dove i vigneti scendono dolci verso le colline e ogni sorso racconta un’annata diversa. Camminare tra i banchi d’assaggio, in questo caso, significa davvero capire la differenza tra un vino di massa e uno pensato, vigna dopo vigna.
Bancherelle, produttori e il ritorno alla convivialità vera
Quel che colpisce, scorrendo il programma di questi tre giorni, è l’assenza quasi totale di finzione. Non si va a una sagra per vedere qualcosa di confezionato, ma per incontrarsi. Le sedie sono quelle in plastica, le posate spesso in materiale compostabile, i piatti si tengono in mano mentre si chiacchiera in piedi. Eppure, paradossalmente, è proprio questa semplicità a renderli così ambiti, a riempire i parcheggi dei paesi anche con mezz’ora di coda.
A Torino e provincia, per dirne una, eventi come “Food Village” a Moncalieri (fino al 3 maggio, quindi poco prima del weekend centrale) e “Fiorile” a Moncalieri stesso (9-10) mostrano come lo street food gourmet e le proposte più tradizionali possano coesistere senza problemi. Da una parte i food truck con hamburger di chianina e patate al tartufo, dall’altra le nonne che preparano gli agnolotti a mano. Non c’è conflitto, c’è solo un’offerta ampliata.
Nel chiuso di queste rassegne – e all’aperto, sotto i portici o nelle piazze principali – si respira un’aria che altrove, forse, si è persa. Quella di chi compra un bicchiere di vino e lo poggia su un barile di legno, mentre il produttore spiega perché quel terreno è diverso da quello accanto. Sono dettagli che non trovate su una guida turistica, ma che rendono ogni tappa irripetibile.
Piatti tipici e primavera: cosa troverete negli stand
Dal punto di vista strettamente gastronomico, l’offerta del weekend copre praticamente tutti i gusti. Oltre agli immancabili asparagi – che declinano in mille modi, dal risotto alla salsa – spuntano le prime fragole di stagione, quelle che profumano di sole anche quando il cielo è velato. Più avanti nel mese, a Sommariva Perno (20-24 maggio), ci sarà la Sagra della Fragola, ma già nel secondo weekend se ne trovano alcune varietà precoci in diverse bancarelle.
I piselli, altro prodotto simbolo di questa fase dell’anno, li ritroviamo nella “Sagra del Pisello” a Casalborgone, in programma però nel terzo weekend (22-24 maggio). Eppure, anche l’8 e il 9, non mancano occasioni per assaggiarli freschissimi, magari in qualche mercato contadino abbinato a una fiera minore. La pizza, infine, ha il suo momento clou a fine mese a Caselle Torinese (29-31 maggio), ma molti stand – soprattutto quelli di street food – la propongono già in versione ruota o al taglio.
C’è infine un capitolo a parte per i dolci e per i fiori: a Venaria Reale, il 16 e 17 maggio, andrà in scena la “Festa delle Rose”, ma nel secondo weekend sono proprio gli eventi come “Fiori & Vini” e “Fiorile” a regalare quella doppia emozione fatta di petali e calici. Una primavera che, vista così, non è solo una stagione meteorologica, ma un vero e proprio stato dell’animo collettivo.




