007 First Light macina milioni, ma il futuro dell’agente segreto passa nelle mani di Amazon

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’operazione di rilancio videoludico di James Bond, affidata alla regia di IO Interactive, si è rivelata un affare da centocinquanta milioni di dollari. Il dato, diffuso da Alynea Analytics e ripreso da analisti di settore, certifica un avvio da record per 007 First Light: stando alle stime aggiornate, il titolo avrebbe superato i 2,2 milioni di copie vendute al netto delle giacenze nei magazzini, considerando quindi esclusivamente le unità effettivamente passate per le casse dei consumatori finali.

A trainare il risultato economico – un lordo che sfiora appunto i 150 milioni di dollari – è stata prevalentemente l’utenza PlayStation, che da sola genera il 60,5% dei ricavi nonostante il 55,1% delle copie distribuite; una discrepanza, quest’ultima, che gli analisti spiegano con il peso maggiore dei mercati Nord America ed Europa Occidentale, dove il potere d’acquisto incide sul prezzo medio di vendita. Meno performante ma comunque rilevante il contributo di Steam (27,6% dei ricavi lordi) e di Xbox (12,9%).

Il sorpasso di Amazon sulla pubblicazione dei sequel

A poche settimane dal lancio, però, il futuro operativo della serie cambia radicalmente assetto. La stessa Alynea Analytics aveva segnalato come a maggio, su PlayStation 5, il gioco avesse piazzato un milione di copie facendo leva su una quota digitale superiore all’80%, una percentuale ormai standard per le nuove uscite first party. Ma è un altro il tema che tiene banco nei saloni dell’industria: il passaggio di consegne nella gestione editoriale dei prossimi episodi, con Amazon che intende mettere il marchio davanti a tutto.

Jeff Gattis, numero uno della divisione gaming del colosso di Seattle, ha chiarito che la compagnia “non ha creato First Light” e che il proprio coinvolgimento si limita, per questo specifico capitolo, al possesso della proprietà intellettuale maturato dopo la chiusura dell’accordo con IO Interactive.

Strategie crossmediali: dal cinema alle missioni interattive

Nel dettaglio, l’accordo firmato prima dell’ingresso in scena di Amazon fa sì che lo sviluppatore danese abbia operato in autonomia sotto l’egida di MGM, ma i giochi a venire saranno gestiti direttamente da Amazon Game Studios. “Le pellicole future”, ha spiegato Gattis a Polygon, “saranno realizzate da MGM e, teoricamente, da Amazon Game Studios”.

Una virata che ridisegna i rapporti di forza, ma non necessariamente il coinvolgimento creativo del team autore di Hitman; resta infatti da verificare se IO Interactive manterrà il ruolo di sviluppatore pur perdendo il controllo sulla pubblicazione, o se la multinazionale opterà per un ricambio totale agli ordini della sua nuova proprietà intellettuale.

La strategia dei contenuti proprietari

Il modello, a ben vedere, ricalca quanto già annunciato per un altro franchise di successo – Tomb Raider – dove l’arrivo di una serie su Prime Video è pensato per viaggiare in parallelo con l’uscita dei nuovi titoli. L’obiettivo, esplicitato dallo stesso manager, è quello di creare una “integrazione continua tra video, cinema e videogiochi”.

Per i fan del celebre agente segreto, insomma, la missione è destinata a continuare, ma a cambiare radicalmente è il quartier generale: da Copenaghen ai server della logistica globale, con tutte le implicazioni del caso sul piano della libertà artistica e delle tempistiche produttive. Dal canto suo, IO Interactive incassa il successo immediato, consapevole che il proprio contributo al rilancio della serie resterà nella storia recente del settore, anche se il testimone passerà ad altri per i prossimi appuntamenti con il numero 007.

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