Asia D'Amato torna alla ribalta nei mondiali di ginnastica, Perotti vola al Corpo libero
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Redazione Sport
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L’atteso ritorno di Asia D’Amato sulla scena internazionale, dopo l’infortunio che ne aveva interrotto l’ascesa, si è materializzato con una prestazione di solidità alle parallele asimmetriche, dove ha ottenuto un punteggio – un 13.166 che le mancava dai tempi degli Europei di Rimini – sufficiente a garantirle l’accesso alla finale individuale dell’all-around; un traguardo significativo per l’atleta delle Fiamme Oro, la quale, chiamata ad aprire la rotazione della squadra italiana nella quinta suddivisione, ha dimostrato di possedere quel temperamento agonistico che non si dimentica, nonostante la forzata lontananza dalle pedane più importanti. Accanto a lei, in una giornata che le italiane sapevano di dover affrontare con l’umiltà di chi è qui per imparare, è esploso il talento di Giulia Perotti, la sedicenne piemontese alla sua prima assoluta in una rassegna iridata, la quale, partita con il ruolo di comprimaria, ha invece centrato un risultato inaspettato qualificandosi per la finale del corpo libero.
Il percorso di una qualificazione combattuta
La squadra di Marco Campodonico, che schierava tre esordienti assolute insieme alla rientrante D’Amato, ha vissuto una fase di qualificazione costellata di luci e ombre, come spesso accade quando l’esperienza internazionale è un bene ancora parzialmente da accumulare; se da un lato, infatti, i punteggi di alcune ginnaste sono stati traditi dall’emozione o da errori in momenti cruciali – come nel caso di Chiara e di Emma, il cui lavoro è apparso ancora in divenire – dall’altro si è assistito a picchi di qualità, come quello della giovane Perotti, che, inizialmente piazzatasi in settima posizione al termine della sesta suddivisione, è riuscita a mantenere quel piazzamento fino al termine delle rotazioni, aggrappandosi all’ottavo e ultimo posto utile per la finale di specialità.
La conferma di un programma in evoluzione
Quello che si è visto a Giacarta, al di là dei singoli risultati, è stato un team in trasformazione, il quale, pur pagando qualche caduta e una certora irrequietezza, ha mostrato segnali di progresso; la stessa D’Amato, la cui presenza era attesa non solo per il valore tecnico ma anche per la guida che può offrire alle più giovani, ha assolto al suo compito con determinazione, fornendo punti preziosi e dimostrando di poter essere, nonostante tutto, un punto di riferimento. La qualificazione di Perotti al corpo libero, d’altronde, rappresenta un successo inestimabile per il movimento, poiché conferma la bontà del lavoro svolto nel vivaio e la capacità di far emergere atlete in grado di competere ai massimi livelli, anche quando la pressione è massima.
Uno sguardo alle prestazioni di insieme
La prova collettiva, sebbene non sia riuscita a portare altre ginnaste nelle finali di specialità, ha offerto diversi spunti di riflessione; alcune di loro, come Barzasi, hanno saputo sorprendere positivamente in alcuni attrezzi – la trave su tutti – dimostrando di avere potenziale per il futuro, mentre altre hanno faticato a esprimere la loro migliore ginnastica. L’impressione generale, tuttavia, è che questo mondiale, concepito proprio come una tappa di un percorso più ampio, stia svolgendo appieno la sua funzione, permettendo alle atlete di misurarsi con un ambiente estremamente competitivo e di assorbire quelle esperienze che, solo in apparenza, non si traducono immediatamente in un medagliere.




