Este, ciclista travolto e ucciso all'alba sulla regionale 10: morto Diego Sanguin
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Redazione Interno
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Un altro dramma sulle strade della Bassa Padovana. Diego Sanguin, 55 anni, residente a Este, è morto mercoledì mattina all'alba dopo essere stato travolto da un'auto mentre si trovava in sella alla sua mountain bike lungo la Strada Regionale 10, la Padana Inferiore, all'altezza di via Pietro Tono.
L'uomo era partito da via Morlungo, nella zona retrostante il centro commerciale Extense, per raggiungere il deposito di Busitalia di via Ca' Manzoni, dove da trent'anni prestava servizio come autista.
Era ancora buio quando, giunto sulla regionale, stava impegnando l'attraversamento pedonale per passare sull'altro lato della carreggiata. L'impatto con una Citroen C3 è stato violentissimo: il corpo del ciclista è stato scaraventato a una quindicina di metri dal punto dello schianto.
Sul posto sono arrivati in pochi minuti i sanitari del Suem 118, partiti dall'ospedale di Schiavonia. I medici hanno tentato di rianimare il cinquantacinquenne, ma ogni sforzo si è rivelato inutile. Per l'autista di Busitalia non c'era più nulla da fare.
La regionale è rimasta chiusa al traffico per alcune ore, il tempo necessario ai carabinieri di Este e del Radiomobile per completare i rilievi e ricostruire l'esatta dinamica dell'investimento.
Il conducente dell'auto si è fermato
Al volante della Citroen C3 c'era un giovane di 22 anni, residente a Borgo Veneto. Secondo una prima ricostruzione, il conducente si è immediatamente fermato dopo l'urto e ha cercato di prestare soccorso. Sconvolto per quanto accaduto, è rimasto sul posto mentre veniva dato l'allarme. Gli accertamenti clinici disposti dalle forze dell'ordine serviranno a valutare il suo stato psicofisico al momento dell'impatto. Sul caso è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale, un atto dovuto per chiarire eventuali responsabilità.
La notizia ha raggiunto in poche ore il deposito degli autobus, dove Sanguin era una presenza conosciuta e stimata. All'inizio tra i colleghi si era diffusa soltanto la voce di un grave incidente sulla regionale, con conseguenti disagi per il servizio di trasporto. Poi è arrivata la conferma che nessuno avrebbe voluto ricevere: la vittima era uno di loro. Diversi autisti hanno raggiunto il luogo dello schianto, increduli. «Era una persona stupenda, amava lo sport all'aria aperta ed era un grande lavoratore. Un dramma immenso», ha detto un collega.
Una vita in movimento
Sanguin viveva da circa diciotto anni con la compagna Milena Massaro. La coppia aveva una figlia di sedici anni, Greta. La famiglia, molto conosciuta nella zona di via Morlungo, è descritta dai vicini come riservata e disponibile. «Salutava sempre quando passava in bicicletta. Sono persone bravissime e rispettabili», racconta una residente. Il tempo libero di Sanguin era dedicato alla famiglia e allo sport: ciclismo, corsa, camminate e palestra. Si allenava quando trovava un momento, alle cinque del mattino o alle otto di sera, e aveva un fisico atletico.
«Amava la bici, quella da corsa come la mountain bike, e aveva proprio una buona gamba», ricorda il cognato Fabio Costa. Un altro parente, Federico Massaro, ne sottolinea la prudenza: «Usava le ciclabili e sapeva cosa fare. Evitava il più possibile il traffico e conosceva molti percorsi di campagna». La sua generosità si è manifestata anche nell'ultimo gesto: era donatore Avis e di organi, e le sue cornee potranno essere donate.
Il secondo incidente in pochi giorni
La tragedia di Este arriva a pochi giorni di distanza da un altro incidente mortale che ha coinvolto un ciclista nella Bassa Padovana. Il sindaco di Este, Matteo Pajola, ha espresso il proprio cordoglio: «Mi dispiace molto per lui e per la sua famiglia, si tratta di un evento tragico, probabilmente una triste fatalità». Il primo cittadino ha poi aggiunto che la statale Padana Inferiore è una strada dove le auto raggiungono spesso velocità elevate, ricordando un precedente investimento avvenuto sulla stessa arteria molto tempo fa.
I dati sulla sicurezza stradale in Veneto restano preoccupanti. Nei primi cinque mesi del 2026 la regione contava quattordici ciclisti morti, seconda solo alla Lombardia. A settembre il bilancio nazionale è peggiorato ulteriormente, con dieci vittime in una sola settimana e un totale provvisorio di trentatré decessi nel mese, il dato più alto dell'anno.
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