Inchiesta antimafia a Bari: possibili ripercussioni sulla giunta Decaro
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Redazione Interno
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L'inchiesta antimafia di Bari, che ha portato a oltre 130 arresti, potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla giunta guidata dal sindaco Antonio Decaro, esponente di spicco del Partito Democratico e presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.
Appello dei parlamentari del centrodestra
I parlamentari pugliesi del centrodestra hanno chiesto un incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Tra questi, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il vicepresidente della Commissione Antimafia Mauro D’Attis, il sottosegretario Gemmato, il membro della Commissione Antimafia Filippo Melchiorre, e i senatori Roberto Marti, Davide Bellomo e Rossano Sasso. Il loro appello è chiaro: è necessario fare chiarezza sui 130 arresti avvenuti a Bari.
Influenza della mafia sulle elezioni comunali del 2019
L'indagine ha rivelato che la mafia barese ha influenzato le elezioni amministrative del 2019 a Bari. Questo è stato accertato grazie al lavoro della squadra mobile della Polizia di Stato, guidata dal dirigente Filippo Portoghese e coordinata dai procuratori Marco D’Agostino, Fabio Buquicchio e Federico Perrone Capano.
Risultati dell'indagine
L'indagine ha coinvolto 130 indagati e ha portato all’arresto di 110 persone, di cui 32 erano già in carcere e 25 ai domiciliari. Altre due persone sono state raggiunte da misure interdittive. Il giudice delle indagini preliminari Alfredo Ferraro ha riconosciuto l’esistenza del “clan” Parisi-Palermiti, guidato dai boss Savinuccio Parisi, in carcere da anni, ed Eugenio Palermiti, in carcere da circa un mese.




