Una giornata amara per i colori azzurri: Arnaldi e Maestrelli eliminati al primo turno di Indian Wells

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La spedizione italiana al BNP Paribas Open di Indian Wells, primo Masters 1000 della stagione tennistica, si è aperta all’insegna di una pesante battuta d’arresto, con l’eliminazione al primo turno di Matteo Arnaldi e Francesco Maestrelli, i due giocatori convocati a rappresentare il nostro paese nella seconda giornata di gara nel tabellone maschile. Se il bilancio della vigilia poteva far sperare in un percorso quantomeno dignitoso per entrambi, la realtà del cemento californiano ha raccontato una storia profondamente diversa, impietosa nei numeri e preoccupante, per quel che riguarda lo stato di forma del sanremese, nelle modalità.

Sono bastati sessantatré minuti, il tempo di un’ora e tre giochi, a Mackenzie McDonald per liquidare Matteo Arnaldi con un duplice 6-0, 6-1 che non lascia spazio a alcuna interpretazione. L’americano, numero 117 del ranking, ha semplicemente dominato lo scambio, annullando sul nascere ogni velleità di reazione dell’azzurro, apparso sin dalle prime battute in balia dell’avversario e, cosa che preoccupa maggiormente, privo di quella solidità mentale e tennistica che lo aveva portato, meno di due anni fa, a valicare la soglia dei primi trenta del mondo. Quel 2024, che lo aveva visto protagonista di una crescita costante e inaspettata, sembra oggi un ricordo lontano: il ligure non riesce a trovare il bandolo della matassa in questo complesso avvio di stagione, e il match di ieri ne è stata la drammatica sintesi, con un primo set chiuso in venti minuti e un secondo nel quale l’unico game conquistato è valso più come atto di orgoglio che come vero e proprio segnale di risveglio.

Diversa la musica, ma identico il risultato finale, per Francesco Maestrelli, che pure ha lottato con maggiore accanimento contro l’australiano Rinky Hijikata. Il pisano, numero 114 del mondo e proveniente dalle qualificazioni dove aveva ben figurato, è riuscito a tenere testa al suo avversario per due set, cedendo solo ai vantaggi del tie-break nel primo parziale per 7-6(5) e arrendendosi nel secondo con il punteggio di 6. Per lui, al debutto assoluto nel main draw di un torneo di così alto prestigio, resta la consapevolezza di aver venduto cara la pelle, a differenza di Hijikata che invece avrà il privilegio di sfidare al secondo turno il recente campione del torneo di Santiago del Cile, l’italo-argentino Luciano Darderi, numero 21 del ranking, in quella che poteva essere una sfida tutta azzurra e che invece vedrà l’australiano giocarsi le sue carte contro un avversario comunque sulla carta superiore.

Il tabellone si apre e regala già accoppiamenti di prestigio, con Alcaraz e Djokovic che scoprono i loro primi ostacoli

Mentre per l’Italia si chiudevano anzitempo le speranze legate ai suoi rappresentanti, il torneo maschile prendeva forma definendo i primi attesi incroci. A strappare il pass per il secondo turno, dove lo attende nientemeno che il numero uno del mondo Carlos Alcaraz, è stato il bulgaro Grigor Dimitrov, vittorioso al termine di una battaglia di due ore e venticinque minuti contro il francese Terence Atmane. Il punteggio di 6-4, 5-7, 6-4 racconta di un incontro combattuto, nel quale il francese è riuscito a strappare il secondo set dopo un game interminabile sul 5-5, salvo poi cedere nel parziale decisivo a un Dimitrov più solido e determinato. Sarà dunque l’ex numero tre del mondo a testare lo stato di forma di Alcaraz, campione in carica e reduce da un inizio di 2026 semplicemente perfetto, forte di dodici vittorie consecutive che gli hanno regalato il Titolo agli Australian Open e il torneo di Doha. Il maiorchino, apparso in conferenza stampa consapevole di aver raggiunto una nuova maturità emotiva in campo, dovrà vedersela con un avversario che conosce bene e contro il quale vanta quattro successi nei sei precedenti, compreso un netto 6-1 6-1 negli ottavi dell’edizione 2025.

Sull’altro lato del tabellone, anche Novak Djokovic ha finalmente potuto conoscere l’identità del suo primo antagonista in quel di Indian Wells. A sfidare il serbo, cinque volte vincitore del torneo e desideroso di riscattare la precoce eliminazione dello scorso anno, sarà il polacco Kamil Majchrzak, che ha avuto la meglio in tre set sul francese Giovanni Mpetshi Perricard con il punteggio di 6-3, 1-6, 7. Il polacco, numero 57 del mondo, ha così rovinato l’esordio del potente battitore francese, negandogli un secondo turno di lusso, e si prepara ora ad affrontare per la prima volta in carriera il fuoriclasse di Belgrado. Sarà un banco di prova impegnativo per Djokovic, che deve fare i conti con un ranking che lo vede scivolato al terzo posto e con una nuova generazione di avversari pronta a insidiare il suo trono.

Tra i big in attesa e altri azzurri ancora in corsa, il torneo prosegue tra conferme e sorprese

Mentre Arnaldi e Maestrelli tornano a casa con l’amaro in bocca, il Masters 1000 di Indian Wells prosegue il suo cammino, regalando già le prime sorprese e confermando il grande fascino di un torneo che da sempre rappresenta un crocevia fondamentale per la stagione. Tra i tanti giocatori ancora in lizza, c’è anche chi, come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Matteo Berrettini, rappresenta le residue speranze italiane. Berrettini, in particolare, ha già superato un ostacolo insidioso come Adrian Mannarino in tre set e si preparora ad affrontare il tedesco Alexander Zverev in un match che promette scintille.

La seconda giornata, conclusasi con le eliminazioni dei due azzurri, ha visto anche il passaggio del turno di giovani promesse come il brasiliano Joao Fonseca, capace di imporsi su Raphael Collignon e di guadagnarsi la sfida contro Karen Khachanov, e la conferma di veterani come Gael Monfils, che continua a stupire a trentanove anni. Il torneo, insomma, entra nel vivo: il sole della California riscalda i campi in cemento, ma per alcuni, come Arnaldi, l’orizzonte appare improvvisamente più freddo e nuvoloso.

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