Il Bologna si ferma sullo 0-0, il Cagliari di Pisacane vede la salvezza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trentacinquesima giornata di Serie A consegna un quadro piuttosto nitido delle difficoltà che attanagliano le cosiddette “inseguitori” nella lotta per l’Europa, mentre nella zona bassa della classifica la resistenza del Cagliari al Dall’Ara (terminata a reti bianche) profuma di matematica salvezza. La squadra di Vincenzo Italiano, che ormai da settimane sembra aver smarrito la bussola offensiva che l’aveva caratterizzata, sbatte contro il muro eretto da un Cagliari organizzato e cinico. Quella contro i sardi, va detto, è stata la quarta partita consecutiva in cui il Bologna non riesce a trovare la via della rete; un digiuno pesante che getta ombre lunghe sul finale di stagione della formazione felsinea. Dall’altra parte, invece, il pareggio ottenuto da Fabio Pisacane vale quasi come una vittoria: muovendo la classifica, i rossoblù si portano a quota trentotto, a due soli passi dall’obiettivo matematico.

Il tecnico del Cagliari, al termine della gara, ha parlato con i giornalisti presenti nello stadio felsineo mostrando una certa soddisfazione per l’approccio tenuto dai suoi, pur con un filo di rammarico per le occasioni sprecate nella prima frazione di gioco. "Quando produci tanto come nel primo tempo – ha spiegato Pisacane – resta sicuramente dell’amaro in bocca, dispiace non aver concretizzato. Ma oggi guardo il bicchiere mezzo pieno e vedo tante cose buone". Una dichiarazione, questa, che sottolinea la crescita della squadra. E, aggiunge poi l’allenatore, "se penso a dove siamo partiti e a quello che è accaduto nel nostro percorso, sono orgoglioso dei ragazzi. Siamo andati anche oggi contro le avversità e gli avversari; questi giocatori hanno una forza d’animo fuori dal normale che ci ha permesso di arrivare dove siamo ora".

L’analisi tattica di un pareggio che profuma di impresa

Più che il risultato in sé, a sorprendere è stata la capacità del Cagliari di imporre il proprio ritmo, specialmente nella ripresa, limitando drasticamente le potenzialità offensive del Bologna. "Mi porto a casa una ottima ripresa rispetto ad altre trasferte come le ultime due – ha proseguito Pisacane. La squadra ha capito che per salvarsi contano i dettagli". E non si tratta solo di parole: il dato relativo agli Expected Goals (xG) conferma l’efficacia della tattica rossoblù. "Siamo una delle poche squadre – ha sottolineato il tecnico – ad avere costretto il Bologna ad avere un xG molto basso". Un riconoscimento, questo, che arriva direttamente dalla metrica del calcio moderno, dove limitare la qualità delle occasioni avversarie è una delle chiavi per mantenere la porta inviolata, come effettivamente è successo.

L’anno zero di Pisacane e i rischi di una scommessa vinta

Guardando alla stagione nel suo complesso, l’allenatore ha voluto inquadrare il lavoro svolto non come un punto d’arrivo ma come la fondazione di un progetto a lungo termine. "Per me è stato un anno zero importante per strategia e percorso – ha dichiarato a Dazn. Ci siamo presi dei rischi, sia io puntando sui giovani sia la società scegliendo un allenatore con poca esperienza. Ho avuto delle difficoltà, ma ho visto grandissimo carattere". Le difficoltà, evidentemente, sono state metabolizzate dal gruppo, che oggi si presenta alla volata finale con un vantaggio psicologico notevole. E sugli elogi ricevuti da Vincenzo Italiano, il tecnico avversario, Pisacane non nasconde un certo orgoglio personale: "Fatalità lo scorso anno io ho vinto la Coppa Italia Primavera con i colori rossoblù addosso e lui con gli stessi colori ha vinto la Coppa Italia dei grandi. I suoi complimenti mi riempiono d'orgoglio e gliel'ho detto personalmente".

I nodi degli altri campi: crisi Milan e scivolone Juve

Se a Bologna si festeggia (con sobrietà, in attesa della matematica), in altre piazze italiane l’atmosfera è ben diversa. Il Milan, ad esempio, ha subito un vero e proprio crollo sul campo del Sassuolo, perdendo per 2. Una sconfitta pesante, la quarta nelle ultime sette partite, che rende concreta la possibilità di veder scivolare la squadra fuori dalle posizioni utili per la prossima Champions League. I rossoneri, inoltre, hanno giocato in inferiorità numerica per buona parte del match, un fattore che ha complicato ulteriormente una situazione già di per sé complicata dalla scarsa vena realizzativa.

A Torino, poi, la Juventus non è andata oltre l’1-1 contro un Verona ormai aritmeticamente retrocesso. Un colpo di coda, quello degli scaligeri, che ha impedito ai bianconeri di approfittare del passo falso milanese per guadagnare terreno in classifica. La partita, dominata sul piano del possesso palla, si è rivelata insidiosa proprio quando sembrava ormai in ghiaccio, con gli ospiti capaci di passare in vantaggio e resistere fino al gol di Vlahovic. Alla fine, i due punti persi in casa rappresentano un’occasione mancata che potrebbe pesare nel rush finale per un posto tra le prime quattro. La corsa all’Europa, insomma, resta apertissima e ricca di insidie.

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