Hojlund, la serata amara: lavoro oscurato dal rigore sbagliato
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Redazione Sport
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All'indomani della vittoria per 2-0 sul Qarabag, ottenuta grazie a una rete di McTominay e a un'autorete avversaria, l'analisi dei principali quotidiani sportivi non risparmia Rasmus Hojlund, il cui contributo alla causa collettiva è stato giudicato largamente insufficiente nonostante l'impegno profuso. Dopo una partita di rilievo contro l'Atalanta, il centravanti ha infatti disputato una gara anonima, caratterizzata da una presenza in campo poco incisiva e, soprattutto, dall'errore dal dischetto che ha negato ai suoi il vantaggio in un momento cruciale della sfida.
L'ombra del fallimento individuale
La serata del danese, che pure aveva mostrato segnali di crescita, viene così offuscata in maniera quasi totale da quell'unico, decisissimo gesto tecnico. Se ne vedevano pochi, in effetti, di segnali della sua personalità durante la partita, se si eccettua il notevole lavoro di sponda e di pressione sugli avversari, un lavoro sporco che però, da solo, non basta a riscattare la prestazione di un attaccante il cui compito primario rimane quello di finalizzare le azioni. Quel rigore parato, che ha precluso al Napoli la possibilità di chiudere prima i discorsi, rappresenta il culmine di una performance sotto tono, un episodio che da solo rischia di definire l'intera serata di un giocatore sul quale erano riposte molte aspettative.
Le luci della squadra e le ombre del singolo
Mentre Hojlund fatica a trovare continuità, altri elementi della rosa hanno invece fornito risposte incoraggianti, come nel caso di Neres, la cui prestazione è stata giudicata di altissimo livello al punto da renderlo, a detta di molti, un giocatore intoccabile nell'undici titolare. A lui e a McTominay, autore di una prova solida e della rete dello sblocco, sono andati i plausi maggiori, in un contesto dove la squadra nel suo complesso ha mostrato i benefici effetti dello sfogo del proprio allenatore, il quale, con le sue parole accese nei giorni precedenti, sembra aver scosso il gruppo ottenendo la reazione desiderata in campo.
La riflessione tecnica sul dopo-gara
L'episodio del rigore fallito, peraltro, ha già generato una prima e immediata riflessione di carattere tecnico, portando alcuni osservatori a interrogarsi apertamente su chi, in futuro, potrebbe farsi carico di una responsabilità così delicata. La partita, arbitrata dal polacco Szymon Marciniak e che ha permesso al Napoli di agganciare in classifica gli stessi avversari del Qarabag a sette punti, ha dunque lasciato in eredità un bilancio contrastante, fatto di luci e ombre che vedono il positivo cammino europeo contrapporsi alle difficoltà offensive, un tema che rimane centrale per le ambizioni del club.




