Al CES 2026 il costruttore di aspirapolvere Dreame svela la sua supercar elettrica e un anello con intelligenza artificiale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre il panorama globale della tecnologia per la salute si orienta, in questa edizione del CES, verso wearable sempre più raffinati e soluzioni di AgeTech, che promettono un monitoraggio continuo e una prevenzione personalizzata, alcune aziende sorprendono con svolte inattese, spostando il proprio baricentro verso settori apparentemente distanti. È il caso della cinese Dreame, marchio la cui notorietà è da anni legata alla produzione di aspirapolvere robotizzati, che a Las Vegas ha invece presentato due innovazioni dirompenti, le quali, sebbene diversissime tra loro, parlano un linguaggio comune fatto di ambizione ingegneristica e integrazione dell’intelligenza artificiale.
Dall'aspirapolvere alla supercar: il balzo di Dreame
La prima e più eclatante novità, che ha catturato l’attenzione dei visitatori, è il concept di una supercar elettrica ad altissime prestazioni, battezzata Kosmera Nebula 1. Un progetto, questo, che segue una traiettoria già osservata in altri casi, soprattutto in ambito cinese, dove aziende tecnologiche diversificano il proprio portfolio con audacia, sfruttando le competenze nell’elettronica e nella gestione di sistemi complessi. La vettura, che prima di questo evento non era mai stata menzionata, si presenta con una architettura a quattro motori elettrici, capaci di sviluppare una potenza complessiva dichiarata di 1.900 cavalli, puntando a un ingresso nel mercato automobilistico previsto per il prossimo anno.
L'anello che vibra con l'AI
Parallelamente all’esordio nel mondo automotive, Dreame ha scelto di ampliare la sua presenza nel settore degli indossabili intelligenti, presentando quello che definisce “il primo smart ring AI con feedback aptico”. Si tratta di un anello, denominato AI Ring, che va oltre le semplici funzioni di monitoraggio dei parametri fisici, integrando un sistema di vibrazione che fornisce avvisi e notifiche contestuali, basate sull’analisi in tempo reale operata da un’intelligenza artificiale integrata. Una soluzione, questa, che si inserisce nel filone dei dispositivi che ambiscono a diventare un’interfaccia discreta ma costante tra l’utente e i propri dati di benessere.
Un trend che guarda al futuro
Le due proposte, seppur radicalmente differenti per dimensione e scopo, testimoniano una strategia aziendale che punta a esplorare nuovi confini, trasferendo know-how da un settore consolidato, come quello della robotica domestica, ad ambiti ad alta intensità tecnologica e di forte appeal sul mercato. L’ascesa dell’auto elettrica, d’altronde, ha già offerto un palcoscenico a realtà industriali partite da settori distanti, le quali hanno saputo reinterpretare la propria tecnologia per entrare in un mercato in piena evoluzione. L’obiettivo dichiarato di Dreame, che ora passa per la validazione pubblica di un concept al CES e per l’ingresso nel mercato degli indossabili di fascia alta, sembra dunque quello di costruire un ecosistema tecnologico molto più ampio e trasversale di quanto il suo core business originario lasciassero presagire.
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