Aperture natalizie dei musei italiani: una questione contestata
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Redazione Interno
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Il 25 dicembre, giorno ufficiale di chiusura di tutti gli istituti della cultura italiani, le porte di molti musei e parchi archeologici nazionali sono state aperte per accogliere cittadini e turisti. Tuttavia, questa decisione ha sollevato alcune questioni riguardo al prezzo e ai risultati ottenuti.
Critiche alla gestione del Ministero
La UilPa Beni Culturali Taranto e la CGIL sede territoriale del MArTa hanno espresso la loro preoccupazione in un comunicato congiunto. Hanno criticato la gestione del Ministero, sottolineando che la contrattazione sindacale per organizzare le aperture si è tenuta solo il 19 dicembre, 6 giorni prima di Natale. Questo ha causato ovvi disagi per il personale di accoglienza e vigilanza che, sebbene su base volontaria, è stato chiamato a rispondere all'appello per garantire l'iniziativa.
I musei e le feste
Nonostante l'attesa di una cifra blu di turisti - 700 mila in città fino all'Epifania, secondo le previsioni - Napoli e la Campania non hanno messo al primo posto i beni culturali. Nella classifica del MiC che riporta i dati del 25 e del 26 dicembre, anche Pompei ha perso smalto, scendendo al quinto posto, mentre di solito si attesta più in alto.
Il successo delle aperture straordinarie
Nonostante le critiche, le aperture straordinarie di musei e parchi archeologici in Italia tra Natale e Santo Stefano hanno avuto successo. Molti visitatori ne hanno approfittato per visitare i monumenti italiani. Il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha commentato positivamente l'iniziativa, sottolineando che i primi numeri relativi alle aperture di Natale e Santo Stefano stanno dando ragione alla volontà di rendere disponibile il patrimonio culturale nazionale a chi, durante le festività, ha desiderato dedicare del tempo alla contemplazione della bellezza.




