Processo penale telematico nel caos, l'app non funziona

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'applicazione per il processo penale telematico, introdotta con l'obiettivo di garantire rapidità e efficienza, si è rivelata un fallimento. Magistrati e avvocati penalisti, solitamente su fronti opposti, si trovano ora uniti nel denunciare i gravi disagi causati dall'obbligo di utilizzare esclusivamente l'app per il deposito di atti e documenti. Tale obbligo, introdotto in modo progressivo, è stato imposto troppo presto, senza considerare le carenze infrastrutturali dei tribunali e la preparazione digitale del personale.

In Calabria, sia il Tribunale di Catanzaro che quello di Reggio Calabria hanno deciso di sospendere l'uso dell'app, tornando temporaneamente al cartaceo per gli atti interni. La decisione è stata presa dal presidente vicario del Tribunale di Catanzaro, Francesca Garofalo, che sta affrontando il problema. Anche il Tribunale di Genova ha adottato misure simili, sospendendo l'uso dell'app per evitare ulteriori disagi.

Il ministro della Giustizia, Nordio, ha dichiarato che il sistema è in fase di aggiornamento, ma il bilancio del primo giorno di utilizzo dell'app è stato disastroso. Alessandra Maddalena, vicepresidente dell'Associazione nazionale magistrati, ha sintetizzato le criticità riscontrate, evidenziando come i disagi e i rinvii pesino sempre sui cittadini.

La riforma Cartabia del 2021, che prevede il deposito informatico per una lunga serie di atti, ha imposto l'uso dell'app anche per l'archiviazione delle indagini, i documenti dell'udienza preliminare, il dibattimento di primo grado e alcuni importanti riti speciali, come il patteggiamento, il decreto penale di condanna e la messa alla prova.

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