Inseguimento a Milano, la morte di Ramy Elgaml

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre, le strade di Milano sono state teatro di un drammatico inseguimento che ha visto coinvolti un giovane di 19 anni, Ramy Elgaml, e i carabinieri. Il tragico epilogo si è consumato quando lo scooter, su cui Ramy viaggiava come passeggero, è finito a terra, causando la sua collisione contro un muretto. Nonostante l'intervento tempestivo degli operatori sanitari del 118, il giovane è deceduto in ospedale.

Il video dell'inseguimento, diffuso sui social media, mostra il passaggio dello scooter Yamaha e delle autoradio dei carabinieri in una via del centro cittadino. Le immagini, riprese da un passante e inizialmente pubblicate su Instagram, sono diventate virali su TikTok, suscitando un'ondata di reazioni e polemiche.

La vicenda ha scatenato tensioni nel quartiere di Corvetto, dove, lunedì sera, circa settanta ragazzi hanno dato vita a una guerriglia urbana in segno di protesta. La situazione ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e ha portato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a partecipare a una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica a Palazzo Diotti. All'incontro erano presenti anche il prefetto Claudio Sgaraglia, i vertici delle forze dell'ordine e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Il padre di Ramy, Yehia Elgaml, ha cercato di placare gli animi, dichiarando: "Siamo lontani da quanto accaduto l'altro ieri sera e ci impegniamo a rispettare la legge nel nostro secondo Paese, l'Italia".

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