Arrestato ad Agrigento un 80enne per sette anni di abusi sulla nipote, condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi
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Redazione Interno
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Si è conclusa con l'esecuzione di un ordine di carcerazione, notificato dagli agenti della Squadra mobile di Agrigento, la vicenda giudiziaria che vede imputato un uomo di 80 anni, originario della provincia di Agrigento, raggiunto da una condanna definitiva per violenza sessuale aggravata. Il provvedimento restrittivo, emesso dal tribunale di Brescia e confermato in appello, pone fine a un iter processuale iniziato dopo la denuncia di una giovane donna, oggi maggiorenne, che ha raccontato gli incubi vissuti a partire dall'età di undici anni. Il pensionato dovrà scontare una pena di otto anni e otto mesi di reclusione nel carcere "Pasquale Di Lorenzo" di Agrigento, dove è stato tradotto dopo il rintraccio nella sua abitazione di Montevago.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Brescia e condotte con la collaborazione degli investigatori siciliani, hanno permesso di ricostruire un periodo di sofferenza prolungato per la vittima, durato circa sette anni. Gli abusi, stando a quanto emerso dalle carte processuali e riportato da diversi organi di stampa come la Repubblica e il Giornale di Sicilia, avvenivano sistematicamente in occasione delle riunioni familiari. L'anziano, che è un familiare stretto della ragazza, approfittava dei momenti di convivenza forzata, sia durante le vacanze estive che la bambina trascorreva in Sicilia, sia nei periodi invernali quando l'uomo si recava in Lombardia soggiornando nell'abitazione della nipote, creando un drammatico copione che si ripeteva anno dopo anno.
La svolta nella vicenda è arrivata solo quando la vittima, ormai adulta, ha trovato la forza di infrangere il muro di omertà e paura costruito in tanti anni. Come dettagliato da fonti locali, tra cui Radio Bruno Brescia, la giovane ha prima intrapreso un percorso di sostegno psicologico, durante il quale è riuscita a elaborare il trauma e a confidarsi con i professionisti che la seguivano. Solo successivamente ha fatto il coraggioso passo di raccontare tutto ai genitori, per poi formalizzare una denuncia che avrebbe dato il via all'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore, portando alla richiesta di rinvio a giudizio dell'anziano, il quale ha poi scelto di affrontare il processo con rito abbreviato.
La sentenza emessa dal giudice per l'udienza preliminare di Brescia, che riconosceva l'aggravante del vincolo di parentela, è stata successivamente confermata dalla Corte d'Appello, divenendo così irrevocabile. È a questo punto che è scattato l'ordine di carcerazione, eseguito senza intoppi dagli agenti della Sezione Reati contro la persona e in danno dei minori della Squadra mobile di Agrigento. Questi ultimi, ricevuta la comunicazione dall'autorità giudiziaria lombarda, hanno localizzato l'ottantenne nella sua residenza siciliana, procedendo all'arresto e alla successiva traduzione in carcere, dove l'uomo dovrà espiare la sua pena.
Il racconto della vittima e le dinamiche degli abusi
Le cronache locali, riprendendo atti giudiziari, hanno delineato con chiarezza il contesto in cui maturavano le violenze. La vittima, in una testimonianza riportata da la Repubblica, ha descritto il terrore che provava quando sentiva abbassarsi la maniglia della porta, tentando invano di ribellarsi e chiudendosi a riccio. Un episodio, in particolare, fu spiazzante per la madre della ragazza che, una sera d'inverno del 2019, trovò l'anziano nella stanza della figlia mentre lei era nuda, una scoperta che portò la donna a interrompere immediatamente i rapporti con la propria famiglia d'origine, sebbene la ragazza non avesse ancora il coraggio di rivelare la portata di quanto accadeva da anni. Il pensiero della giovane, in quel periodo, era quello di proteggere una cugina più piccola, arrivando a convincersi che fosse meglio che tutto ciò capitasse a lei piuttosto che alla bambina più vulnerabile.
L'esecuzione della condanna e il carcere
L'operazione che ha portato all'arresto, avvenuta senza particolari criticità, ha visto gli agenti della Mobile presentarsi presso l'abitazione di Montevago, comune in provincia di Agrigento, per notificare il provvedimento e condurre l'uomo in prigione. Con la porta del carcere che si è chiusa alle spalle dell'ottantenne, si chiude anche un capitolo giudiziario complesso, che ha visto la determinazione della vittima, supportata da un percorso psicologico e dalla famiglia, contrapporsi alla lunga stagione di abusi subiti in silenzio. La decisione della Corte d'Appello di Brescia ha reso esecutiva una condanna che rappresenta il punto di arrivo di un procedimento penale incentrato sulle rivelazioni della giovane donna, le cui parole hanno trovato riscontro nell'istruttoria e hanno retto al vaglio dei successivi gradi di giudizio.
Descione: Ottantenne arrestato ad Agrigento per sette anni di abusi sulla nipote minorenne. Deve scontare una condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi.




