Vance incontra Parolin in Vaticano: al centro dialogo su migranti e libertà religiosa
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Redazione Interno
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James David Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, è stato ricevuto questa mattina in Vaticano dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, in un colloquio definito "cordiale" dalla Sala Stampa vaticana. All’incontro, cui ha partecipato anche l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, è stato ribadito l’impegno comune nel tutelare la libertà religiosa e di coscienza, tema particolarmente caro a Vance, cattolico praticante. Non a caso, ieri aveva preso parte alla celebrazione del Venerdì Santo in San Pietro insieme alla famiglia.
La discussione ha toccato anche le crisi internazionali, con particolare attenzione al fenomeno migratorio e alla protezione dei rifugiati, in un momento in cui la Corte Suprema americana ha bloccato — almeno temporaneamente — l’espulsione di presunti membri di gang venezuelane verso il Salvador, dove sarebbero stati incarcerati in strutture di massima sicurezza. Una decisione che riaccende il dibattito sui diritti dei migranti, anche alla luce delle recenti tensioni politiche tra Washington e alcuni Paesi latinoamericani.
Prima di varcare l’Arco delle Campane per raggiungere la Segreteria di Stato, Vance aveva già mostrato un tono informale durante l’incontro a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni. Scherzando sulle difficoltà linguistiche, aveva detto: "Spero che sia davvero quello che ha detto... Naturalmente potrebbe avermi chiamato idiota e io non lo saprei", aggiungendo che l’italiano, "la lingua più bella del mondo", renderebbe comunque l’insulto gradevole all’orecchio. Un commento che ha alleggerito l’atmosfera, senza però distogliere l’attenzione dai temi più urgenti.




