Harry e Meghan, il ritorno in Uk che nessuno si aspettava: le tappe di un divorzio reale (mancato)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L'annuncio, a sorpresa, è arrivato il 19 agosto e ha subito fatto il giro del mondo, alimentando un dibattito che sembrava sopito da tempo ma che ora torna a infiammare l'opinione pubblica britannica e non solo.

Non per bocca dei diretti interessati – Meghan Markle e il principe Harry, da sempre abili nel gestire la narrazione mediatica attraverso i propri canali – ma tramite la stampa britannica: il Sun e il Telegraph, in dettaglio, hanno rivendicato l'esclusiva e viene da chiedersi, legittimamente, se la loro fonte siano proprio i Sussex o piuttosto i loro stretti collaboratori, quelli che curano gli interessi della coppia oltreoceano.

Quello che è certo, al netto delle smentite e delle precisazioni che potrebbero arrivare nelle prossime ore, è che il ritorno nella terra di Sua Maestà sembra ormai un'ipotesi concreta, quasi una certezza, sebbene i motivi di questa scelta, così radicale dopo la rottura netta del 2020, restino avvolti in un alone di mistero che solo i successivi sviluppi potranno chiarire.

L’addio del 2020 e i sei anni di silenzio (apparente)

Per comprendere la portata di questa decisione, che sorprende un po’ tutti, occorre fare un salto indietro nel tempo e ripercorrere le tappe principali di quella che fu battezzata dalla stampa come "Megxit", ovvero l'uscita di scena dei duchi di Sussex dai ranghi della famiglia reale.

Era l'8 gennaio 2020 quando Harry e Meghan sorpresero il mondo pubblicando un post su Instagram, un comunicato apparentemente informale ma in realtà attentamente calibrato, in cui annunciavano la volontà di «fare un passo indietro» come membri senior della famiglia reale, con l'obiettivo di raggiungere da soli l'indipendenza finanziaria e dividere il proprio tempo tra il Regno Unito e il Nord America.

Quella data segnò l'inizio di un esodo che li avrebbe portati, prima in Canada e poi definitivamente in California, a Montecito, dove hanno costruito una nuova vita lontana dai riflettori di Buckingham Palace ma non dall'attenzione dei media, che anzi li ha seguiti in ogni loro mossa, dalle interviste shock alla produzione di documentari per piattaforme streaming.

In questi sei anni e mezzo, tanto è cambiato: la regina Elisabetta non c'è più, il principe Carlo è salito al trono e il principe William, con la moglie Kate, ha assunto un ruolo sempre più centrale nella monarchia. I Sussex, dal canto loro, hanno messo su famiglia con la nascita di Archie e Lilibet, hanno firmato contratti milionari con Netflix e Spotify e hanno raccontato la loro verità in un'intervista a Oprah Winfrey che ha scosso le fondamenta dell'istituzione reale, sollevando accuse pesantissime di razzismo e incomprensioni all'interno della famiglia.

Proprio per questo, il ritorno fisico nel Regno Unito, a distanza di così tanto tempo e dopo parole tanto dure, appare come un colpo di scena inaspettato, quasi controcorrente, che ha spiazzato persino gli osservatori più attenti della corona.

Le ragioni di un ritorno: i figli e la rete familiare

Secondo quanto riferito dai tabloid britannici, che citano fonti vicine alla coppia, il motore principale di questa scelta sarebbero i figli, Archie e Lilibet, e il desiderio di Harry di farli crescere nel Paese in cui è nato, permettendo loro di conoscere la propria famiglia e di ricevere un'istruzione tipicamente britannica. Già lo scorso settembre, il duca di Sussex aveva parlato pubblicamente di questo desiderio, confessando in un'intervista di ritenere che i suoi bambini si stessero perdendo «l'ampia rete familiare» di cui godono invece i suoi nipoti, i figli dei principi di Galles.

«Amo il mio Paese e amo la mia famiglia», aveva detto Harry, parole che oggi assumono un significato ben più concreto e che fanno pensare a un ripensamento maturato nel tempo, forse favorito anche dalla distanza fisica che ha attenuato le tensioni e le incomprensioni degli anni precedenti.

Secondo le indiscrezioni, la coppia avrebbe già iscritto a scuola i bambini, scegliendo un istituto fuori Londra, probabilmente nelle campagne dell'Home Counties, dove il ritmo di vita è più tranquillo e lontano dall'assedio dei paparazzi che caratterizza invece la capitale.

Non si tratterebbe, a quanto pare, di un rientro ufficiale nella vita della famiglia reale inglese: i due continuerebbero a non avere incarichi ufficiali, rinunciando a qualsiasi ruolo istituzionale, ma sarebbe un modo per garantire ai figli un'educazione solida e un legame con le proprie radici, cosa che Harry ha sempre considerato fondamentale.

La scelta di vivere fuori Londra, inoltre, potrebbe essere funzionale a mantenere una certa distanza fisica e psicologica da Palazzo, evitando quelle situazioni di conflitto che avevano reso insostenibile la loro permanenza a Frogmore Cottage, la residenza loro assegnata dentro il parco di Windsor.

Il ruolo di William e il giallo della reazione

Come era prevedibile, il ritorno di Harry e Meghan ha scatenato un putiferio mediatico, con i giornali che si interrogano sulla reazione del principe William, da sempre considerato il fratello più ligio al dovere e meno incline ai compromessi. Il rapporto tra i due fratelli, già incrinato ai tempi dell'addio, sembra essersi ulteriormente deteriorato dopo le rivelazioni dell'intervista a Oprah e la pubblicazione del memoir di Harry, "Spare", in cui il duca di Sussex non ha risparmiato critiche e accuse nei confronti dell'erede al trono.

Tuttavia, le voci che circolano in questi giorni parlano di una possibile distensione, di un tentativo di ricucire lo strappo per il bene della famiglia e, soprattutto, per permettere ai cugini di conoscersi e giocare insieme, lontano dalle liti che hanno segnato gli adulti.

C'è poi il "giallo The Gentlemen", come è stato ribattezzato dai media, che si riferisce a un presunto ruolo della coppia nella produzione di contenuti per Netflix legati al mondo dell'aristocrazia britannica, un dettaglio che lascia intendere come il ritorno possa avere anche risvolti professionali e non solo affettivi. Il fatto che i Sussex continuino a monetizzare il proprio status, come ha osservato lo storico reale Robert Hardman, resta un elemento di frizione con il resto della famiglia, abituata a una riservatezza che mal si concilia con la logica dello show business.

Hardman, in particolare, aveva già sottolineato come per Meghan la California fosse un ritorno a casa, mentre per Harry fosse sempre stato più complicato adattarsi, e questo spiega forse perché, alla fine, abbia prevalso il richiamo della terra natia, nonostante le polemiche e le difficoltà che li attendono.

Le tappe di questo andata e ritorno, dalla fuga del 2020 alla possibile reintegrazione geografica del 2026, raccontano la storia di un uomo diviso tra l'amore per la moglie e il dovere verso la propria famiglia d'origine, di una donna che ha sfidato le convenzioni di un'istituzione millenaria e di due bambini che, loro malgrado, si trovano al centro di una battaglia mediatica che non hanno scelto.

Se il rientro si concretizzerà, come tutto lascia credere, si tratterà di un evento epocale, destinato a riscrivere le regole del gioco e a dimostrare che, anche nella royal family, il legame con le proprie radici può rivelarsi più forte di qualsiasi divorzio, reale o metaforico che sia.

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