Catania, inseguimento nella notte e malore fatale in Questura: disposta l'autopsia
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Redazione Interno
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Un uomo di quarant'anni, nato nel 1985 e con precedenti per reati contro il patrimonio, è morto nella notte tra il 3 e il 4 ottobre dopo essere stato condotto negli uffici delle Volanti della Questura di Catania. L'uomo era stato fermato al termine di un inseguimento scaturito dal suo mancato stop all'alt di una pattuglia della polizia. Secondo la ricostruzione fornita dalla Questura, una volta giunto negli uffici di via San Giuseppe La Rena per le procedure di identificazione e gli accertamenti di rito, ha accusato un improvviso malore.
I poliziotti presenti sono intervenuti per primi, seguiti dal personale del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile e per l'uomo non c'era più nulla da fare.
La dinamica dell'inseguimento
La vicenda ha avuto inizio intorno alle 4.30 del mattino, quando una pattuglia delle Volanti è stata richiamata dal suono insistente di un allarme acustico proveniente dalla strada. Pochi istanti dopo, gli agenti hanno notato due uomini che viaggiavano ad alta velocità a bordo di due scooter distinti. All'intimazione di fermarsi per un controllo, entrambi i conducenti avrebbero ignorato l'ordine e si sarebbero dati alla fuga, dividendosi.
Ne è scaturito un inseguimento che ha attraversato alcune delle arterie principali del centro cittadino: da via D'Amico a via Archimede, poi via Crispi fino a via Mascagni. Secondo quanto ricostruito, l'uomo alla guida del Piaggio avrebbe percorso diversi tratti contromano ad alta velocità.
La corsa si è conclusa in via Mascagni, dove il quarantenne ha perso il controllo del mezzo, urtando violentemente contro un marciapiede. Dopo l'impatto, l'uomo ha abbandonato lo scooter e ha tentato di proseguire la fuga a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dagli agenti dopo pochi metri. In via Mascagni sono intervenuti gli agenti della Scientifica e la polizia locale per effettuare i rilievi del caso.
Il trasferimento e i soccorsi
Una volta bloccato e identificato, l'uomo è stato condotto presso gli uffici delle Volanti per completare le procedure di rito. È in questo contesto che si è verificato il malore fatale. Secondo la ricostruzione della Questura, gli agenti presenti sono intervenuti immediatamente per prestare i primi soccorsi, praticando anche il massaggio cardiaco nell'attesa dell'arrivo dei sanitari del 118. Il personale medico giunto sul posto ha proseguito a lungo nei tentativi di rianimazione, ma non c'è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato poco dopo.
La Questura di Catania ha reso noto che, a partire da marzo 2025, tutte le Volanti del capoluogo etneo sono dotate di defibrillatore, nell'ambito di un progetto che comprende anche la formazione degli operatori dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. Si tratta di un'informazione di carattere organizzativo, che non documenta quali strumenti siano stati effettivamente impiegati nel caso specifico.
L'inchiesta e i punti ancora da chiarire
Della morte è stato immediatamente informato il magistrato di turno, che ha disposto il sequestro della salma e l'esame autoptico per chiarire le cause esatte del decesso. La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un'inchiesta sull'accaduto. La ricostruzione disponibile lascia aperti alcuni passaggi: non è stato specificato quanto tempo sia trascorso tra l'incidente in via Mascagni, il trasferimento negli uffici e il malore, né sono state descritte le condizioni dell'uomo al momento del fermo.
Non è stato inoltre chiarito cosa sia accaduto alla seconda persona che viaggiava sull'altro scooter.
La successione degli eventi — l'inseguimento, l'urto contro il marciapiede e il malore sopraggiunto in Questura — appartiene alla cronologia riportata dalle fonti, ma questa sequenza non è sufficiente, da sola, a stabilire un nesso causale con il decesso. La decisione della Procura di disporre l'autopsia indica che la causa della morte deve ancora essere accertata in modo definitivo.
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