Ricordando il weekend nero di Imola: trent'anni dopo la morte di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Trent'anni fa, il mondo del motorsport fu sconvolto da un weekend nero a Imola. Due storie si intrecciarono tragicamente: quella del rookie Roland Ratzenberger, appena approdato in F1, e quella del tre volte campione del mondo Ayrton Senna. Le loro morti hanno segnato un prima e un dopo nel mondo del motorsport.
Il ricordo di Ratzenberger
La morte di Roland Ratzenberger fu silenziosa, coperta dal frastuono sconcertante di ciò che accadde il giorno dopo. Il rookie appena approdato in F1 non aveva ancora avuto il tempo di lasciare il suo segno quando la tragedia lo colpì.
L'ultima notte di Senna
Il cielo di Ayrton Senna era cupo la vigilia di quel 1° maggio 1994. La tristezza si rifletteva sul suo volto malinconico, il suo marchio distintivo. Dalla pista di Imola alla camera d'albergo a Castel San Pietro, Senna cercava di cacciare via le nubi. Cena alla Trattoria Romagnola, una foto per i giovani sposi che festeggiavano nel ristorante dell'hotel.
Preoccupazioni per la sicurezza
Senna era preoccupato per le sospensioni della sua macchina. Questo ricordo è ancora nitido nella memoria dell'avvocato Federico Bendinelli, presidente dell'Automobile Club Bologna, al tempo alla guida della Sagis che gestiva l'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
Un weekend maledetto
I drammatici fotogrammi di quel maledetto weekend del Gran Premio di San Marino del 1994, con le vite spezzate di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, sono ancora nitidi nella memoria di tanti. Trent'anni dopo, il mondo dell'automobilismo non ha dimenticato la pagina più nera della sua storia.




