Luis Sal si arrende: “Muschio Selvaggio” chiude i battenti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’addio, per quanto silenzioso e forse non del tutto inaspettato, porta con sé il peso di una decisione ormai irreversibile: dopo sei anni di trasmissioni, alti e bassi, una causa legale e un progressivo allontanamento dalla scena dei talk nostrani, il podcast “Muschio Selvaggio” si ferma. È stato Luis Sal, il cofondatore rimasto alla guida del progetto, a scegliere di farsi da parte, chiudendo così un capitolo che – va ricordato – aveva segnato un’intera epoca dell’intrattenimento digitale italiano. La rottura con Fedez, avvenuta ormai diverso tempo fa e culminata in uno scontro giudiziario, aveva già lasciato il segno; ma è stata la lunga fase di incertezze e trasformazioni successive a rendere evidente come il rilancio non fosse più possibile.
Un podcast fermo su Spotify e l’ultimo video su YouTube
Sulla piattaforma di streaming svedese, l’ultima traccia pubblicata risale a dicembre 2024: una puntata dedicata al tema del sex work, lontana anni luce dai toni leggeri che avevano reso celebre il programma. Su YouTube, invece, “Muschio Selvaggio” ha diffuso un video soltanto un paio di giorni fa, e il protagonista non era né Luis Sal né alcun volto storico della trasmissione. Si trattava di Nello Taver, rapper e creator dal registro spiccatamente grottesco, chiamato a condurre un format parallelo dal titolo “Case Selvagge”. L’idea, sulla carta, non era malvagia: Taver avrebbe dovuto viaggiare per l’Italia, città dopo città, alla ricerca delle peggiori abitazioni condivise da giovani coinquilini – per lo più studenti fuori sede e, va detto, spesso piuttosto squattrinati. Una trovata che però, evidentemente, non è bastata a invertire la rotta.
La resa dopo la battaglia legale con Fedez
A due anni esatti dallo scontro in tribunale che vide Luis Sal uscire vincitore – rilevando tutte le quote della società che gestiva il podcast – la situazione era già radicalmente mutata. Il passaggio di “Muschio Selvaggio” sotto il suo esclusivo controllo non ha portato ai risultati sperati, nonostante i tentativi di rinnovare il cast e la linea editoriale. È stato il CEO Lussorio Piras, in una nota interna poi trapelata, a spiegare i motivi che hanno condotto all’interruzione definitiva del progetto, senza lasciare spazio a fraintendimenti: le risorse impiegate per mantenere in vita la macchina produttiva non trovavano più un riscontro né in termini di ascolti né di sostenibilità economica. Sal, dal canto suo, ha scelto di non commentare direttamente, lasciando che fosse Piras a mettere la parola fine.
Luis Sal cambia mestiere: niente più conduzione diretta
L’annuncio della chiusura, in realtà, nasconde una riorganizzazione più ampia delle attività legate al nome “Muschio Selvaggio”. Il podcast in sé chiude, ma il marchio non scompare del tutto: si trasformerà in un progetto di broadcast orientato alla produzione di format video, verosimilmente distribuiti su piattaforme esterne. Luis Sal, però, si allontana progressivamente dalla conduzione diretta – non apparirà più come voce o volto principale – per dedicarsi invece a documentari e contenuti originali, un campo che evidentemente sente più affine alle sue attuali ambizioni professionali. Nessun dramma, nessuna dichiarazione roboante: solo la constatazione che, dopo sei anni, quel particolare modo di fare intrattenimento ha esaurito la sua spinta.




