Sequestrata clinica fuorilegge dopo la morte di Agata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La clinica dei Procopio, padre e figlio, è stata sequestrata dopo la tragica morte di Agata, una giovane paziente sottoposta a un intervento chirurgico non autorizzato. Nonostante un'ispezione dei Nas nel 2008 avesse già evidenziato la mancanza di autorizzazione per operazioni chirurgiche, i Procopio hanno continuato a operare, ignorando le normative vigenti. Nel 2009, una richiesta di autorizzazione per attività medica non invasiva era stata avanzata, ma non permetteva comunque interventi chirurgici.

Il dolore dei genitori di Margaret, un'altra vittima della clinica, è palpabile. Dopo l'autopsia, la loro figlia sarà riportata in Sicilia. Mamma Loredana e papà Giuseppe Spada hanno lanciato un appello accorato affinché nessuno debba più subire ciò che è accaduto a Margaret. Le loro parole, affidate al legale di famiglia Alessandro Vinci, suonano come un duro atto d'accusa contro i medici che avrebbero dovuto assistere la giovane di 22 anni.

Una testimone ha raccontato che una sua amica aveva deciso di non operarsi nella clinica dopo aver percepito l'ambiente come poco sicuro e professionale. La struttura, descritta come un ufficio con stanze, non dava l'impressione di essere un luogo adeguato per interventi medici. Un anno fa, un'altra inchiesta aveva già sollevato dubbi sulla legittimità delle operazioni eseguite nella clinica dei Procopio.

La morte di Margaret Spada, avvenuta durante un intervento di rinoplastica, ha sollevato ulteriori interrogativi sulla sicurezza e la professionalità della clinica. Una complicanza che una fiala da tre euro avrebbe potuto evitare, ma che ha portato a una tragica fatalità.

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