Ciclone in arrivo per la Befana, l'Epifania si prepara al maltempo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Mentre le festività natalizie volgono al termine, le dinamiche atmosferiche si apprestano a scrivere un capitolo decisamente più turbolento sul calendario. Dopo una fase di relativa stabilità, caratterizzata da cieli in prevalenza sereni e temperature che, seppur con minime rigide in pianura, hanno concesso qualche tregua, la situazione è destinata a mutare radicalmente. La causa di questo cambiamento, come evidenziano gli ultimi aggiornamenti modellistici, va ricercata nell’ingresso di correnti gelide di origine artica che, scivolando direttamente sul Mediterraneo, agiranno da propellente per la formazione di un ciclone. Si tratta di un fenomeno, tecnicamente noto come "ciclone mediterraneo" o "medicane" in certi casi, che tende ad acquisire energia dai mari relativamente caldi, diventando così un motore di condizioni meteorologiche estreme.
La transizione dal sereno al perturbato
In Lombardia, così come in buona parte del nord, gli ultimi giorni dell'anno si presentano ancora sotto l'egida di un clima asciutto. Cieli per lo più sgombri da nubi e un sole che mitiga l’aria fredda, soprattutto alle quote più basse, contraddistinguono la vigilia di San Silvestro. Tuttavia, già a partire da mercoledì 31, l’influenza di un vasto sistema di bassa pressione sull'Europa orientale inizierà a farsi sentire, introducendo una prima avvisaglia di instabilità. È però nella fase successiva che gli elementi prenderanno decisamente il sopravvento: una seconda, e ben più incisiva, colata di aria gelida, di matrice artica, dopo aver investito le regioni nord-occidentali d'Europa, punterà direttamente verso i nostri bacini.
Il cuore del fenomeno: piogge, neve e vento forte
La formazione del ciclone, attesa proprio in corrispondenza dell'Epifania, costituisce il nodo centrale della prossima evoluzione meteo. Il contrasto tra l'aria polare e le superfici marine più miti sarà il carburante per precipitazioni intense e diffuse, che potranno assumere carattere di rovescio o temporale, accompagnate da venti che soffieranno con violente raffiche. Molti di coloro che si chiedevano dove trovare la neve per un Capodanno invernale potranno assistere a nuovi apporti nevosi in montagna, dopo gli accumuli già significativi registrati su Alpi Liguri, Piemontesi e della Valle d'Aosta nel periodo natalizio. La neve, tuttavia, non sarà confinata solo alle vette più alte; gli episodi di precipitazione mista o completamente nevosa potranno verificarsi, a seconda dell’intensità del freddo in quota, anche a quote collinari, portando quel "bianco nella calza" che rischia di trasformare la festa della Befana in un evento dai tratti tempestosi.
Le aree potenzialmente più esposte al rischio
Sebbene la precisione sulle zone che subiranno gli impatti più diretti necessiti ancora di affinamenti nei prossimi aggiornamenti, la traiettoria classica di tali perturbazioni vede spesso le regioni centrali tirreniche e quelle meridionali particolarmente esposte al rischio di mareggiate e di piogge copiose. Le regioni del nord, pur essendo interessate dall'afflusso di aria fredda, potrebbero trovarsi in una posizione più marginale rispetto al nucleo più attivo del ciclone, subendo comunque un generale peggioramento delle condizioni con venti intensi e precipitazioni, nevose sull'arco alpino e prealpino. L'evento si configura, quindi, come un classico esempio di come il Mediterraneo possa trasformarsi in un bacino di genesi per fenomeni intensi e localmente pericolosi, capaci di portare "sorprese" meteorologiche di altro tipo rispetto alla quiete dei giorni appena trascorsi.




