Spese scolastiche e 730: le regole per il 2025 e gli errori da evitare
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Redazione Economia
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Con l’approssimarsi della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi, molti contribuenti – specialmente genitori con figli a carico – sono chiamati a districarsi tra le voci detraibili, tra le quali figurano, in primo luogo, le spese per l’istruzione. La normativa fiscale consente infatti di recuperare, parzialmente, gli importi sostenuti per la frequenza di scuole pubbliche e private, dalla primaria all’università, entro un limite di spesa complessivo stabilito annualmente. Si tratta di un’agevolazione significativa, che però richiede una compilazione meticolosa del modello, sia esso il 730 ordinario o quello precompilato, per la quale è fondamentale possedere le corrette certificazioni rilasciate dagli istituti.
Proprio sulla compilazione del 730 precompilato, scelto ormai da un contribuente italiano su due, l’Associazione nazionale commercialisti ha lanciato un monito, evidenziando come circa il 14% dei modelli analizzati presenti errori, spesso riconducibili a doppie certificazioni uniche. Sebbene lo strumento digitale rappresenti un’evoluzione verso la semplificazione, affidarvisi ciecamente, senza un controllo incrociato dei dati, espone a rischi concreti di inesattezze. È quindi opportuno verificare con attenzione che tutte le voci, a partire proprio dalle spese scolastiche, siano state inserite correttamente e completamente dall’Agenzia delle Entrate.
Una particolare attenzione va riservata alle scadenze, che per il 730 precompilato fissano al 30 settembre il termine ultimo per la presentazione online. Superata questa data, chi avesse già inviato il modello e si accorgesse di errori, inesattezze o semplici dimenticanze ha comunque una possibilità di riparazione. È consentito, entro la fine di ottobre, correggere la documentazione compilandola e inviandola ex novo, a patto di considerare un dettaglio non trascurabile: qualora le correzioni comportino un minor credito o un maggior debito rispetto a quanto inizialmente dichiarato, non sarà più sufficiente il 730 ma si dovrà optare per il Modello Redditi, da trasmettere nei termini ordinari o attraverso una dichiarazione integrativa.




