Roma cambia strategia sulla ricarica elettrica: ecco le 42 aree scelte per le colonnine ad alta potenza
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Redazione Interno
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Il Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale ha firmato la determina che individua, in modo definitivo, quarantadue aree destinate a diventare hub per la ricarica veloce dei veicoli elettrici. L’atto, che conclude un iter tecnico e amministrativo durato più di due anni e caratterizzato da sopralluoghi e simulazioni, segna un cambio di passo netto nella politica urbana per l’elettrificazione dei trasporti. Abbandonando il modello frammentato delle singole colonnine sotto casa, spesso insufficienti e logisticamente complesse, l’amministrazione punta ora a creare delle vere e proprie “isole” strategiche, progettate per erogare energia ad alta e altissima potenza, a partire da 100 kilowatt. L’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, nel commentare il provvedimento, ha sottolineato come questo costituisca «un ulteriore passo verso una mobilità più green e sostenibile», obiettivo che viene definito primario per il Campidoglio.
Un lavoro di squadra per una mappa strategica
La selezione delle quarantadue zone, distribuite sul vasto territorio comunale, non è stata un’operazione semplice e ha visto collaborare diversi attori istituzionali e aziendali. Il coordinamento dell’intero processo è stato gestito da Roma Servizi per la Mobilità, affiancata dal Dipartimento capitolino, dai singoli Municipi interessati e da Areti, la società del gruppo Acea che gestisce la rete elettrica. Questo lavoro congiunto, che ha dovuto necessariamente bilanciare esigenze tecniche, di rete elettrica, di viabilità e di accessibilità per gli utenti, ha portato all’identificazione di quelle che vengono considerate le posizioni più idonee a reggere l’impatto di un parco auto in progressiva, e sempre più rapida, elettrificazione. Si tratta, in sostanza, di punti nevralgici pensati per smaltire la domanda di ricarica in modo efficiente, offrendo un servizio rapido e riducendo i tempi di attesa per i conducenti.
La transizione verso hub di ricarica veloce
La scelta di concentrare gli sforzi su questi hub ad alta potenza risponde a una logica di razionalizzazione e di visione a medio termine. Le colonnine cosiddette “fast” e “ultra-fast”, capaci di ricaricare un’auto in tempi molto contenuti, richiedono infatti connessioni alla rete elettrica robuste e costose, il cui dispiegamento capillare su ogni strada risulterebbe anti-economico e poco efficiente. Creare delle stazioni dedicate, invece, permette di ottimizzare gli investimenti sulle infrastrutture di rete e di gestire in modo centralizzato la manutenzione. Questo modello, che sta prendendo piede in molte grandi città europee, punta a replicare per l’elettrico l’esperienza dei distributori di carburante tradizionali, sebbene con dinamiche d’uso differenti, orientando gli automobilisti verso punti di servizio appositamente attrezzati e di facile identificazione.
Gli sviluppi futuri del piano
Con la mappa ora ufficialmente definita, il passo successivo consisterà nell’avviare le procedure per l’effettiva installazione delle colonnine nelle aree individuate. Questo processo, che coinvolgerà presumibilmente bandi di gara per l’affidamento del servizio di installazione e gestione, dovrà tenere conto delle specifiche tecniche e degli ingenti lavori di allacciamento alla rete elettrica di media tensione che queste infrastrutture richiedono. La realizzazione di queste isole di ricarica rappresenta, nelle intenzioni dell’amministrazione capitolina, un tassello fondamentale per accompagnare la transizione ecologica del trasporto privato, cercando di anticipare una domanda che, con l’aumentare delle immatricolazioni di veicoli a batteria, è destinata a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni. La sfida, ora, si sposta sul campo dell’effettiva realizzazione e della capacità di mettere in opera un piano così articolato in tempi congrui con le esigenze della città.




