Best workplaces 2026, tre aziende pugliesi nella classifica dei migliori luoghi di lavoro
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Redazione Economia
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La fotografia scattata da Great Place to Work Italia, che per il suo ranking annuale ha ascoltato oltre 210mila collaboratori appartenenti a 415 organizzazioni, restituisce un quadro in cui la Puglia si ritaglia un ruolo di primo piano: tre aziende con sede nella regione sono state inserite tra le 75 migliori realtà per cui lavorare nel nostro paese, un risultato che certifica l’attenzione crescente per le politiche di welfare e per la qualità delle relazioni interne in contesti produttivi anche distanti tra loro per vocazione e dimensioni.
Tra queste spicca Egnazia Ospitalità Italiana, gruppo di gestione alberghiera con base a Fasano che ha ottenuto il nono posto nella categoria riservata alle grandi aziende; un posizionamento, quello nel segmento Large, che premia un modello organizzativo capace di coniugare l’eccellenza nel settore dell’ospitalità con un ambiente di lavoro fondato sulla valorizzazione del personale. Sempre nella categoria Medium, ma con un piazzamento differente, si segnalano GalileoLife e Apuliasoft: la prima, con sede a Maglie, è un team multidisciplinare che affianca i farmacisti italiani in un progetto di rinnovamento del concetto stesso di farmacia, ed è salita fino al secondo posto assoluto; la seconda, storica azienda di sviluppo software con sede a Bari, ha invece conquistato l’ottava posizione, confermando come il settore tecnologico possa essere terreno fertile per politiche di lavoro inclusive e attente al benessere.
Open Fiber decima, un percorso fondato sulla cultura della performance
A completare il quadro delle eccellenze nazionali c’è Open Fiber, inserita anch’essa nel novero delle migliori realtà lavorative e posizionatasi al decimo posto tra le prime quindici aziende riconosciute dal ranking. Il suo ingresso in classifica, spiegano dalla società, rappresenta il frutto di un percorso strutturato nella costruzione di una cultura organizzativa che ha nella fiducia il suo pilastro centrale; un approccio, quello basato sulla qualità delle relazioni e sulla centralità delle persone, che mira a dimostrare come i risultati più solidi e duraturi siano il prodotto di una squadra dove il talento viene considerato non un fatto episodico ma un tratto distintivo da coltivare quotidianamente.
Il Trust Index cresce, la fiducia resta il fattore chiave
I dati aggregati dell’intera edizione 2026 del Best Workplaces Italia confermano del resto un trend preciso: le 75 aziende che hanno ottenuto l’ambito riconoscimento registrano un Trust Index medio dell’85%, un valore in crescita di un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Un incremento, per quanto lieve, che non fa che sottolineare come la fiducia espressa dai collaboratori continui a configurarsi come il principale indicatore per identificare i contesti lavorativi più virtuosi, laddove la qualità dell’ambiente non viene semplicemente subita ma co-costruita attraverso prassi gestionali trasparenti e ascolto attivo.
Tre new entry a confronto, un modello comune: flessibilità e ascolto
Tra le new entry della classifica emergono poi storie imprenditoriali apparentemente distanti ma accomunate da una stessa impostazione di fondo. Jet Hr, Acetaia Giusti e Gruppo Davines – tre realtà che fanno il loro debutto nel ranking – rappresentano altrettanti esempi di come settori diversi, che vanno dalla tecnologia alla tradizione alimentare fino alla cosmesi, possano convergere su un medesimo paradigma: mettere le persone al centro della strategia d’impresa. In tutti e tre i casi, il filo rosso che lega le rispettive esperienze è dato da un’attenzione costante alla flessibilità organizzativa, alla crescita interna dei talenti e alla costruzione di un dialogo che non si esaurisce nella mera erogazione di benefit, ma diventa parte integrante del modo di fare impresa.




