Alessandro Borghi a Cannes: "Il mio cowboy è un perfetto stupido, altro che Clint Eastwood"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Cannes si conferma ancora una volta il palcoscenico ideale per quei registi italiani che, pur lavorando lontano dai riflettori del mainstream, sanno catturare l’attenzione internazionale. È il caso di Matteo Zoppis e Alessio Rigo de Righi, entrambi nati nel 1986, che con Testa o croce? portano in concorso nella sezione Un Certain Regard un western atipico, ambientato non nelle polverose pianure americane ma nelle campagne laziali dei primi del Novecento. Protagonista è Alessandro Borghi, che interpreta Santino, un buttero laziale la cui ingenuità sconfina nella comicità involontaria.
"Altro che Clint Eastwood, il mio cowboy è un perfetto stupido", ha dichiarato Borghi, sottolineando come il personaggio sia l’antitesi dell’eroe tradizionale. Il film, che uscirà con 01 Distribution, rilegge in chiave ironica e grottesca la leggendaria sfida tra i butteri italiani e i cow-boy di Buffalo Bill, interpretato da John C. Reilly, durante il celebre Wild West Show che fece tappa a Roma. "Volevamo raccontare un episodio storico poco conosciuto, ma farlo con uno sguardo contemporaneo", hanno spiegato i registi, già presenti a Cannes nel 2021 con La quinzaine des réalisateurs.
Borghi, che negli ultimi anni ha dimostrato una versatilità fuori dal comune, qui si immerge in un ruolo che mescola comicità e malinconia, lontano anni luce dall’iconografia classica del cowboy. "Sono il meno macho tra tutti i cowboy", ha aggiunto l’attore, confermando la sua predilezione per personaggi complessi e anti-convenzionali. Intanto, il festival procede tra applausi e attese: diciannove minuti di standing ovation hanno accolto Sentimental Value di Joachim Trier, mentre Juliette Binoche, presidente di giuria, e Alba Rohrwacher, tra i giudici, si preparano a decidere i premi.




