Leone XIV: «Fermiamo il riarmo globale. La bomba atomica minaccia il pianeta»
L’ultima preghiera per la pace il Papa l’ha pronunciata ieri sulla tomba di san Benedetto, visitando a sorpresa l’abbazia di Montecassino. Al fondatore dell’ordine benedettino, Leone XIV ha affidato «la propria implorazione per la pace in quelle regioni del mondo segnate dal sangue e dal conflitto», prima di rientrare a Castel Gandolfo. In questo primo anno da Papa, Prevost ha già improntato il suo Pontificato sul “magistero della pace”, in un momento storico segnato da conflitti su vasta scala e dall’ipersviluppo tecnologico. (Avvenire)
Ne parlano anche altri media
«Pace a voi!»: è stato questo il primo saluto che Gesù Risorto ha rivolto ai suoi apostoli (Gv 20,19). Quel dono, però, non avveniva «a buon mercato»: il corpo glorioso del Maestro di Nazaret mostrava le piaghe della Passione. (Corriere della Sera)
"Un mondo in cui siano le macchine, per quanto sofisticate e più veloci di noi, a decidere un bombardamento su persone inermi sarebbe davvero spaventoso. La coscienza di un singolo uomo può valere il mondo intero". (ACI Stampa)
La pace è un dono, nuovo volume del Papa edito dalla Lev che riunisce i suoi interventi sul tema. Curato da Alessandro Banfi, è introdotto da un testo inedito pubblicato da Vaticannews (Comunione e Liberazione - Sito ufficiale)
"La pace è il grande desiderio che agita molti cuori, ma è anche spesso minacciata, calpestata, irrisa". A scriverlo è il pontefice, nell'introduzione al libro "Disarmata e disarmante. La pace è un dono" (Libreria Editrice Vaticana), pubblicato il 21 luglio. (Sky TG24)
La pace è un dono”. “Per me – confida subito in diretta nella trasmissione odierna di Radio Vaticana con Voi – è stato un onore questo lavoro antologico”, nel quale “la parola verità” è, di fatto, protagonista. (Vatican News)
«Disarmata e disarmante» è una bella espressione, colpisce per l’assonanza, ma è anche un concetto sostenibile? A mio avviso il titolo del libro di Leone XIV veicola una tesi poco convincente, e con queste considerazioni vorrei spiegare perché. (La Stampa)