Bonus giovani e donne, via alle domande: fino a 650 euro al mese per 24 mesi
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Redazione Interno
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Dopo un anno di attesa, diventano finalmente operativi gli incentivi per l’assunzione di giovani e donne previsti dal decreto sulla coesione sociale, un provvedimento che, secondo la segretaria confederale della Uil Ivana Veronese, avrebbe potuto essere attuato prima se il governo avesse concertato con la Commissione europea e le parti sociali, invece di procedere in autonomia. Il ritardo, legato alla riprogrammazione dei fondi europei del Programma nazionale giovani, donne e lavoro, ha rallentato l’avvio delle agevolazioni, che ora però sono pienamente accessibili.
Con la circolare Inps del 12 maggio 2025, n. 91, l’Istituto ha fornito le istruzioni per richiedere il cosiddetto «bonus donne», un esonero contributivo che copre interamente i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per 24 mesi, fino a un massimo di 650 euro mensili. L’agevolazione, valida per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro il 31 dicembre 2025, riguarda le lavoratrici considerate «svantaggiate», categoria che include disoccupate di lunga durata, donne over 50 e chi risiede in aree ad alta disoccupazione. Dal 16 maggio, le imprese possono presentare la domanda attraverso il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), dove è disponibile il modello ufficiale.
Parallelamente, il governo stima che queste misure possano generare almeno 100.000 nuove assunzioni, sebbene il documento approvato dalla Commissione europea a gennaio parli di un potenziale di 180.000 contratti a tempo indeterminato, finanziati con uno schema da 1,1 miliardi di euro. Gli incentivi, concentrati su giovani under 35 e donne in condizioni di svantaggio, mirano a contrastare il divario occupazionale che persiste nonostante i recenti miglioramenti del mercato del lavoro.
L’Inps, nel dettaglio della circolare, ha precisato che l’esonero è cumulabile con altre agevolazioni, a patto che il totale non superi il costo contributivo effettivo. Le aziende dovranno conservare la documentazione necessaria per eventuali verifiche, mentre l’istituto previdenziale si riserva di effettuare controlli a campione per prevenire abusi. Restano esclusi dall’agevolazione i datori di lavoro già beneficiari di altre misure incompatibili, come la decontribuzione per il Sud.




