Juventus, per Spalletti una notte da dentro o fuori tra i recuperi di Bremer e Yildiz e la sfida al Galatasaray
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Redazione Sport
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La notte europea che attende la Juventus all’Allianz Stadium, in programma domani sera per il ritorno dei playoff di Champions League, ha il sapore di un dentro o fuori che potrebbe tracciare un solco profondo nella stagione 2025-2026 dei bianconeri, chiamati a un’impresa che sui campi di calcio ha pochi eguali se si considera il 5-2 subito all’andata a Istanbul. Luciano Spalletti, l’allenatore toscano che in autunno era stato chiamato per restituire un’identità alla Vecchia Signora, si trova adesso a dover fare i conti con una squadra che appare smarrita, reduce anche dal ko interno in campionato contro il Como -3. La dirigenza, intanto, osserva e valuta, con la consapevolezza che questo doppio impegno — prima la rimonta europea, poi il big match di domenica sera all’Olimpico contro la Roma — potrebbe decidere le sorti dell’intero progetto tecnico.
Mentre l’ambiente trattiene il fiato, dalla Continassa filtrano notizie che riaccendono un flebile ottimismo. Nella seduta di questa mattina, Gleison Bremer e Kenan Yildiz hanno svolto una parte dell’allenamento in gruppo, dopo aver inizialmente lavorato a parte sotto gli occhi attenti dello staff medico -2. Per il difensore brasiliano, colonna portante della retroguardia, si tratta di un recupero dall’affaticamento alla coscia destra che lo aveva messo in forte dubbio, mentre per il giovane talento turco l’ostacolo era rappresentato da una botta alla caviglia rimediata nei giorni scorsi. La loro presenza, anche solo a partita in corso, rappresenterebbe per Spalletti una possibilità in più per variare l’assetto tattico e provare a scardinare la difesa del Galatasaray, forte del cospicuo vantaggio maturato nella sfida di andata.
L’eventuale rientro di due pedine così centrali negli schemi, se da un lato solleva il morale, dall’altro pone l’allenatore di fronte a scelte non semplici, specialmente dopo la prestazione opaca del suo undici titolare. Non è più il 2019 e non c’è Cristiano Ronaldo a poter risolvere la pratica con una tripletta memorabile, come quella che stese l’Atletico Madrid; le difficoltà attuali sono di natura diversa, più strutturali, e riguardano l’interpretazione del match e la fiducia che i giocatori ripongono nei propri mezzi. I tifosi, che ricordano bene quelle notti magiche, sperano in un ritorno di fiamma che possa quantomeno restituire dignità a una squadra apparsa a tratti arrendevole sul campo del Rams Park, dove il Galatasaray di Okan Buruk ha letteralmente dilagato nella ripresa -1-5.
La vigilia, come sempre in questi casi, è fatta di dubbi e di speranze, con Spalletti chiamato a scegliere non solo l’undici iniziale ma anche il modulo più adatto per tentare l’impossibile. La pressione, in questi frangenti, sale vertiginosamente e coinvolge anche i singoli: basti pensare alla posizione di Michele Di Gregorio, portiere il cui rendimento nelle ultime uscite non ha offerto quelle certezze necessarie in una notte in cui ogni errore sarebbe fatale. Anche per questo, non è escluso che l’allenatore possa valutare un avvicendamento tra i pali, magari dando fiducia a Mattia Perin, che in passato ha dimostrato di saper reggere la pressione di certe serate. Le sorprese, del resto, sono all’ordine del giorno quando si parla di rimonte europee.
La rifinitura e le scelte decisive per una notte da leoni
L’ultimo allenamento prima della partita, in programma nella tarda mattinata di domani, sarà decisivo per fugare ogni residuo dubbio circa le condizioni di Bremer e Yildiz. Il brasiliano, in particolare, è un giocatore la cui assenza si è fatta sentire in modo prepotente nella sfida di Istanbul: quando lui era in campo, la Juventus conduceva 2-1, ma dopo la sua uscita — complice anche l’espulsione di Cabal — la difesa è letteralmente crollata sotto i colpi di Lang e compagni -5. I numeri parlano chiaro, e Spalletti sa che riavere il proprio pilastro centrale potrebbe fare la differenza nel contenere le avanzate di Victor Osimhen, attaccante che conosce bene il calcio italiano e che all’andata ha creato scompiglio nella retroguardia torinese.
Dall’altro lato, Yildiz rappresenta l’imprevedibilità, quel guizzo tecnico in grado di accendere la partita anche nelle situazioni più intricate. Il suo recupero, seppur parziale, consentirebbe a Spalletti di avere una carta in più da giocare a partita in corso, magari per sfruttare la minor lucidità atletica degli avversari. La dirigenza, presente alla seduta odierna, ha seguito con attenzione i progressi dei due calciatori, ben consapevole che una loro convocazione — anche solo per la panchina — alzerebbe il morale di un gruppo che ha bisogno di ritrovare convinzione nei propri mezzi -3. Si attendono gli sviluppi delle prossime ore, con il tecnico che dovrà decidere se rischiarli dall’inizio o preservarli per la battaglia di campionato contro i giallorossi.
L’Europa che verrà, tra campo e designazioni arbitrali
Mentre la Juventus cerca la forza per ribaltare il pronostico, l’attenzione si concentra anche su chi dovrà dirigere la sfida. Sarà il portoghese Joao Pinheiro l’arbitro scelto per il confronto dell’Allianz Stadium, un direttore di gara che i tifosi bianconeri ricordano con un certo disappunto per un precedente non troppo favorevole -7. Nel febbraio del 2023, in occasione di Juventus-Nantes di Europa League, Pinheiro negò un clamoroso rigore ai piemontesi per un tocco di mano in area, nonostante la revisione al monitor. Un episodio che aveva lasciato l’amaro in bocca e che ora torna alla mente, alla vigilia di una partita dove ogni episodio, si sa, può risultare determinante. Al Var, poi, ci sarà il polacco Tomasz Kwiatkowski, protagonista di polemiche analoghe in passato per un penalty assegnato al Psg contro il Newcastle.
La scelta dei fischietti, in partite di questa portata, diventa un dettaglio tutt’altro che secondario, capace di influenzare non solo il risultato ma anche l’umore delle squadre. La Juventus, dal canto suo, dovrà cercare di non farsi condizionare e scendere in campo con la determinazione di chi non ha nulla da perdere. Servirà una notte perfetta, di quelle in cui tutto gira per il verso giusto, per sperare di cancellare il passivo dell’andata e tenere vivo il sogno europeo. Il destino della stagione, e forse anche quello della panchina di Spalletti, è appeso a novanta minuti (e oltre) di fuoco.




