Ecobonus e bonus edilizi verso una svolta selettiva dopo il 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il futuro degli incentivi fiscali per l'edilizia, pilastro del rilancio del settore delle costruzioni negli ultimi anni, appare sempre più appeso a un filo. Secondo le ultime valutazioni, infatti, le detrazioni – il cui rinnovo integrale comporterebbe un esborso superiore ai due miliardi per le casse dello Stato – potrebbero subire pesanti riduzioni a partire dal 2026, aprendo la strada a una possibile riforma che ne rivoluzionerege i criteri di accesso. L’obiettivo dichiarato, come emerso dalle recenti discussioni in sede di Manovra, sarebbe quello di rendere gli strumenti più selettivi, garantendone la sostenibilità finanziaria e, al contempo, continuando a stimolare un comparto vitale per l’economia nazionale.

La legge di Bilancio per il 2025 ha già operato un significativo ridimensionamento della platea dei beneficiari, introducendo modifiche radicali che hanno ridefinito il perimetro delle agevolazioni. Tra le novità più rilevanti per il triennio 2025-2027 c’è la sorte del cosiddetto “bonus infissi”, il quale, pur non essendo una detrazione autonoma, trova spazio all’interno dell’Ecobonus o del bonus ristrutturazioni. Attraverso questi canali, è possibile ottenere un’agevolazione al 50% per gli interventi sulla prima casa e al 36% per quelli sulla seconda, sebbene molte di queste concessioni siano state prorogate solo per l’anno in corso e unicamente per l’abitazione principale.

Proprio questa scadenza ravvicinata crea un’urgenza operativa per i contribuenti. Restano, infatti, pochi mesi per usufruire di agevolazioni che, in assenza di nuovi provvedimenti legislativi, sono destinate a non essere rinnovate nella loro forma attuale. La finestra per approfittarne si sta chiudendo rapidamente, costringendo chi aveva in programma lavori di riqualificazione a affrettare i tempi per non perdere il vantaggio fiscale.

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