Spread Btp-Bund in caduta libera: l’effetto delle trattative Usa-Iran sui rendimenti
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Redazione Economia
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Il differenziale tra i nostri titoli di stato decennali e i loro omologhi tedeschi, una sorta di termometro della percezione del rischio sul debito italiano, ha subito una brusca contrazione in avvio di settimana.
Nella seduta del 6 maggio, lo spread è crollato fino a toccare quota 78 punti base, un livello che non si vedeva da diverse settimane e che segna un netto allontanamento dalle tensioni registrate nei giorni immediatamente precedenti.
Quel differenziale, che solo pochi giorni prima faceva tremare gli investitori avvicinandosi pericolosamente alla soglia psicologica del 4% per il rendimento (arrivato al 3,87% alla chiusura del giorno prima), è tornato improvvisamente a mostrare un profilo più rassicurante.
I rendimenti, contestualmente, sono arretrati attestandosi attorno al 3,80%, un segnale inequivocabile che qualcosa, nello scenario macroeconomico globale, si stesse muovendo nella direzione giusta per l’asse Roma-Berlino. quifinanza +3
Il motore della fiducia: le diplomazie parallele nel Golfo Persico
Ciò che ha innescato questa improvvisa inversione di tendenza – e che continua a sostenere i listini obbligazionari anche nelle ore successive – non è ascrivibile a manovre di politica interna o a dati macroeconomici nazionali, bensì a sviluppi di politica estera di portata epocale.
La ragione di questo ottimismo, che ha spinto gli operatori a comprare massicciamente i Btp, risiede nei progressi (ancora informali, ma percepiti come concreti) dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.
Il mercato sta scommettendo su una riapertura, seppur graduale, dello Stretto di Hormuz, un vero e proprio collo di bottiglia per i rifornimenti petroliferi globali; una sua messa in sicurezza, ne è convinta l’attuale narrativa finanziaria, metterebbe fine alle turbolenze sui prezzi dell’energia.
E l’energia, si sa, è la leva principale che muove le pressioni inflazionistiche: allentare quella morsa significa per le banche centrali poter alleggerire la stretta monetaria, un contesto ideale per i titoli di stato come i nostri. milanofinanza +3
Il secondo tempo del rally: spread a 74 e rendimento in caduta
La tendenza, lungi dall’esaurirsi in un solo giorno, ha subito un’accelerazione anche nella sessione del 7 maggio. Lo spread ha forato ulteriormente al ribasso la linea dei 78 punti, attestandosi a 74 punti base nei primi minuti dopo il suono della campanella di apertura.
Questo valore rappresenta il punto più basso toccato dal differenziale da metà aprile in poi, a dimostrazione di come l’ottimismo non sia solo un fuoco di paglia ma stia alimentando una riduzione sistematica del premio al rischio richiesto dagli investitori per detenere debito italiano.
Il rendimento del Btp decennale benchmark (quello con scadenza 1 febbraio 2036) ha seguito la stessa, identica traiettoria, scendendo ulteriormente fino a toccare il 3,70% in apertura e consolidandosi poi sul 3,71%.
Una discesa, quella dei tassi, che rende meno oneroso il servizio del debito per lo stato e che riallinea il valore nominale dei titoli già in circolazione. ilsole24ore +3
L’eccezionalità di una dinamica tutta italiana
Un dettaglio tecnico di non secondaria importanza, emerso dall’analisi delle variazioni dei listini, riguarda la selettività di questo movimento. La riduzione dei rendimenti (e di conseguenza l’aumento dei prezzi) ha coinvolto in modo preponderante i Btp italiani, mentre il resto d’Europa ha registrato variazioni ben più lievi.
Per essere precisi, gli stessi Bund tedeschi – considerati il porto sicuro per eccellenza del continente – hanno visto i loro rendimenti (le cosiddette cedole) ridursi solo di qualche centesimo di punto percentuale.
Questo scarto ci racconta una verità profonda: l’Italia è tra i paesi occidentali quello più esposto alle conseguenze economiche di un’escalation in Medio Oriente.
La nostra economia, fortemente dipendente dall’import energetico, soffre in modo acuto ogni crisi petrolifera; di riflesso, è la prima a beneficiare, in termini di riduzione dello spread, appena si profila all’orizzonte una soluzione diplomatica che riporti la calma nei mari del Golfo. ilsole24ore +3
Le attese per le aste di maggio
Questo contesto di rendimenti in miglioramento (3,73% in chiusura il 6 maggio, poi 3,70% all’alba del 7) arriva in un timing cruciale per il Tesoro, che si appresta a varare le prime aste del mese.
Un differenziale così compresso, che si avvicina pericolosamente ai minimi dell’anno, rappresenta indubbiamente un assist perfetto per il collocamento dei nuovi titoli.
La dinamica è chiara: le speranze di una distensione tra la Casa Bianca e Teheran stanno agendo da catalizzatore, abbassando la percezione del rischio sistemico e spingendo i capitali a ritornare verso la penisola.
Meta Description: Spread Btp-Bund crolla a 74 punti il 7 maggio 2026. I rendimenti scendono al 3,70% grazie ai progressi nei colloqui di pace Usa-Iran sul nucleare. ilsole24ore +3




