Pescara, nube irritante al liceo Marconi: evacuati mille studenti, sei ricoverati
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Redazione Interno
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Momenti di paura hanno sconvolto la normale mattinata al liceo statale Guglielmo Marconi di Pescara, poco dopo l'inizio delle lezioni, quando un odore acre, penetrante e immediatamente irritante ha iniziato a diffondersi con rapidità nei corridoi e in diverse aule dell'istituto. Una sostanza, che le prime e ancora non definitive ricostruzioni indicano come ammoniaca, si è sprigionata nell'aria, presumibilmente dal laboratorio di chimica della scuola, provocando tra gli studenti e il personale presenti una serie immediata di reazioni quali tosse insistente, bruciori agli occhi e marcate difficoltà respiratorie. L'allarme, lanciato tempestivamente, ha innescato una risposta d'emergenza tanto coordinata quanto rapida, con l'evacuazione completa dell'edificio che ha coinvolto, in pochi minuti, circa un migliaio di ragazzi, i quali sono stati radunati all'esterno in attesa dei soccorsi, mentre sul posto convergevano, con sirene spiegate, i mezzi dei vigili del fuoco, delle ambulanze e delle forze dell'ordine, trasformando via Marino da Caramanico in un presidio di sicurezza.
Il dispositivo dei soccorsi e il posto medico avanzato
Per far fronte a una situazione potenzialmente critica, che presentava i contorni di un'intossicazione collettiva, è scattato ufficialmente il protocollo per le maxi-emergenze, un piano che mobilita risorse sanitarie straordinarie. La Asl di Pescara ha allestito senza indugio un Posto medico avanzato proprio dinanzi all'istituto, un presidio sanitario da campo concepito per triare e stabilizzare i pazienti in attesa del trasferimento in ospedale. A supporto dell'operazione, sono intervenuti tre medici del 118, affiancati da tre infermieri e da una squadra di una ventina di soccorritori professionali, che hanno gestito il flusso dei giovani con problemi, coadiuvati da cinque ambulanze pronte a partire verso i pronto soccorso della zona.
Il bilancio delle persone coinvolte e le condizioni dei ricoverati
Sono stati circa una cinquantina, secondo le stime fornite dal direttore del 118, i ragazzi che hanno manifestato problemi di salute, principalmente irritazioni alle vie aeree e un aumento della frequenza respiratoria, sintomi tipici di un'esposizione a gas irritanti. Di questo gruppo, sei persone, cinque studenti e un membro del personale tecnico della scuola, hanno necessitato di un ricovero ospedaliero per osservazione e trattamenti specifici: cinque di loro sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara, mentre un sesto è stato condotto a quello di Chieti. Le autorità sanitarie, le quali hanno confermato la natura dell'evento come "un'intossicazione da ammoniaca", hanno tuttavia tenuto a precisare che tutti i ricoverati sono stati classificati come "codici verdi", una definizione che indica condizioni cliniche non gravi, e che sono stati sottoposti a una terapia con ossigeno senza che le loro condizioni destassero, in alcun momento, preoccupazioni serie tra i medici.
Le indagini per accertare le dinamiche dell'incidente
Mentre la situazione rientrava nella sua fase acuta e l'istituto veniva messo in sicurezza, le indagini sono partite per delimitare con precisione le cause e le dinamiche che hanno portato al rilascio della sostanza. L'ipotesi più accreditata, avanzata sia dai soccorritori che dalla Asl, resta un incidente occorso nel laboratorio di chimica dell'istituto, sebbene le verifiche di rito, condotte anche con il supporto dei vigili del fuoco, siano ancora in corso per escludere altre concause e per determinare l'esatta sequenza degli eventi. L'episodio, che ha riportato alla memoria altri casi di cronaca nera legati a fughe di gas in ambienti affollati, sebbene con un esito per fortuna non tragico, si è chiuso con il ripristino della normalità e con il monitoraggio dei pochi ricoverati, i cui nomi, come da prassi, non sono stati divulgati per tutelarne la privacy.




