Kasanova, svanito l'accordo con Ovs la catena punta al risanamento in solitaria
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Redazione Economia
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Una doccia fredda, arrivata nel mezzo della presentazione dei conti, ha congelato un'operazione che sembrava ormai in dirittura d'arrivo. L'amministratore delegato di Ovs, Stefano Beraldo, ha annunciato a sorpresa il dietrofront del gruppo sull'acquisizione di Kasanova, motivandolo con il mancato verificarsi delle condizioni necessarie per la conclusione dell'affare. Una dichiarazione, quella rilasciata durante l'illustrazione del bilancio preliminare 2025, che ha lasciato interdetti i vertici dell'insegna specializzata nella casa, i quali hanno parlato di una "sorprendente comunicazione" giunta in una "fase avanzata di negoziazione". Le trattative, avviate dopo l'offerta vincolante presentata da Ovs lo scorso novembre, sembravano procedere senza intoppi, rendendo il voltafaccia ancor più inatteso.
Le ragioni di una rinuncia inattesa
Sebbene la motivazione ufficiale si limiti a un generico riferimento alle condizioni non soddisfatte, fonti non confermate indicano come elemento critico il mancato accordo con gli istituti di credito, un ostacolo spesso decisivo in operazioni di questa portata. Ovs, da parte sua, volge lo sguardo altrove, forte di un anno, il 2025, chiuso con numeri in netta crescita: un fatturato che ha sfiorato i 1,7 miliardi, in aumento del 7%, e un margine di profitto salito dell'11%, a oltre 216 milioni. Risultati che Beraldo non esita a definire "eccezionali", ottenuti in un contesto economico difficile dove, come ha sottolineato, "la classe media ha perso potere d'acquisto ma non il gusto". La strategia del gruppo, che alza il dividendo per gli azionisti, si concentra ora su nuove aperture in mercati come l'India e Dubai, sul rafforzamento dei suoi brand Piombo e Les Copains, e non esclude, in futuro, altre possibili acquisizioni.
La reazione e la strada autonoma di Kasanova
Dallo shock iniziale, Kasanova è passata rapidamente a delineare la sua risposta, marcando una netta distanza tra la propria visione e le decisioni del potenziale acquirente. L'azienda ha precisato, con un comunicato ufficiale, di intendere proseguire nel suo percorso di risanamento finanziario anche senza l'apporto di Ovs, puntando a confermare i riconoscimenti già ottenuti sul mercato. Tra questi, spicca il Titolo di migliore insegna 2026 nella categoria articoli casa, un prestigioso attestato che ne sancisce la leadership di settore e che viene considerato un solido punto di partenza per il rilancio. La volontà è quella di andare avanti, sfruttando il proprio capitale di reputazione e la fedeltà della clientela, per superare le attuali difficoltà.
Un futuro da scrivere senza reti di sicurezza
La vicenda lascia dunque due realtà su binari distinti: da un lato Ovs, che consolida la sua crescita e espande i suoi orizzonti internazionali; dall'altro Kasanova, costretta a percorrere la via del risanamento in piena autonomia, un compito indubbiamente più arduo senza il supporto finanziario e industriale di un grande gruppo. L'obiettivo dichiarato è ambizioso e dovrà fare i conti con le sfide di un mercato retail sempre più competitivo, dove la recente delusione non dovrà intaccare la fiducia dei consumatori, vero asset per una ripartenza. Il percorso, ora, si fa più solitario, ma l'insegna dimostra di non volersi arrendere, scegliendo di puntare sulla propria identità e sui premi ricevuti per riconquistare una stabilità durevole.




