Moldavia, Elezioni e Interferenze Russe
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Redazione Esteri
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In Moldavia, il recente referendum sull'adesione all'Unione Europea ha visto prevalere il "Sì" con 11mila voti, un risultato che ha aperto la strada a nuove elezioni presidenziali. La presidente uscente Maia Sandu, che ha ottenuto il 42,45% delle preferenze al primo turno, si prepara ora ad affrontare al ballottaggio del 3 novembre Alexandr Stoianoglo, candidato filorusso del Partito dei Socialisti, che ha raccolto il 25,98% dei voti.
Questi giorni sono cruciali per la Moldavia, un paese al centro di una competizione d'influenza tra Est e Ovest. Gli esperti intervistati da Fanpage.it hanno sottolineato come le interferenze russe sul voto siano state senza precedenti, con Mosca che ha cercato di svilire la democrazia moldava attraverso uno schema di corruzione degli elettori, pagati da una banca russa. Bruxelles, dal canto suo, è chiamata a sfruttare il risultato positivo del referendum per dimostrare concretamente la sua utilità alla popolazione moldava.
La campagna elettorale è stata segnata da tensioni e accuse reciproche, con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha annunciato nuovi aiuti comunitari per un totale di 1,8 miliardi di euro durante una visita a Chișinău. Tuttavia, la spaccatura nel paese, tra la parte russofona e quella rumena, si è ulteriormente acuita, rendendo il clima politico ancora più incandescente.
In questo contesto, la Moldavia, con meno di 3 milioni di abitanti, si trova a giocare un ruolo geopolitico di rilievo, un paradosso che non sfugge agli osservatori internazionali.




