Furto di fentanyl all'ospedale Israelitico, la pista del basista interno e le ispezioni

Furto di fentanyl all'ospedale Israelitico, la pista del basista interno e le ispezioni
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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'assenza di segni di scasso sulla cassaforte della farmacia dell'ospedale Israelitico di Roma, nel quartiere della Magliana, rappresenta il nodo centrale attorno al quale ruotano le indagini dei carabinieri per il furto di 80 fiale di Fentanest, il potente anestetico a base di fentanyl. Un dettaglio che alimenta la pista di un furto su commissione, con un possibile basista all'interno della struttura sanitaria, dato che le chiavi per accedere al medicinale, come emerso nel corso delle prime verifiche, risultavano nella disponibilità di almeno venti dipendenti.

I dettagli dell'indagine e il ruolo dei carabinieri

I militari dell'Arma, coadiuvati dai Nas, stanno setacciando i registri delle consegne dei medicinali e i tabulati delle presenze del personale, cercando di ricostruire con esattezza la data in cui il farmaco è stato effettivamente prelevato dalla struttura di via Fulda. La scoperta dell'ammanco, risalente al 24 giugno, ha innescato un meccanismo investigativo che punta a verificare non solo eventuali negligenze nella gestione delle chiavi e dei codici di accesso, ma anche il livello delle misure di sicurezza adottate a fine giugno tra la portineria e il reparto Farmacia.

Un'ispezione straordinaria della Regione Lazio, già avviata, si affianca a quella disposta dal Ministero della Salute, prevista nei prossimi giorni, per accertare il rispetto del D.P.R. 309/90 in materia di gestione degli stupefacenti.

La reazione del governo e il vertice a Palazzo Chigi

Il furto ha assunto una rilevanza tale da spingere il governo a convocare una riunione d'urgenza a Palazzo Chigi, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, con la partecipazione dei vertici del Ministero della Salute, della Direzione centrale per i Servizi antidroga e della Regione Lazio.

L'allarme, come è emerso nel corso dell'incontro, è legato alla potenziale trasformazione delle 80 fiale in decine di migliaia di dosi da strada, considerando che il fentanyl è un oppioide sintetico fino a 50 volte più potente dell'eroina e che una quantità minima di due milligrammi può rivelarsi letale.

In questo contesto, il Ministero della Salute, su impulso del ministro Schillaci, ha annunciato l'imminente emanazione di una nuova circolare per potenziare i controlli su conservazione e stoccaggio del farmaco nelle strutture sanitarie, in linea con il Piano nazionale di prevenzione.

Il quadro tracciato dal procuratore Gratteri

A inquadrare il fenomeno in una prospettiva più ampia è il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, il quale, in un'intervista, ha sottolineato come il fentanyl stia diventando sempre più attraente per la criminalità organizzata, nonostante il mercato europeo sia ancora lontano da quello statunitense. La combinazione di altissimi profitti, piccoli quantitativi da trasportare e una logistica più semplice rispetto ad altre sostanze come la cocaina rende questo oppioide sintetico un business ad alta resa, ma che attira anche una pressione investigativa senza precedenti.

Le parole del procuratore Gratteri si inseriscono in un dibattito che va oltre il singolo episodio di cronaca, evidenziando la pericolosità intrinseca di un farmaco che, usato in medicina come antidolorifico per dolori oncologici o per l'induzione dell'anestesia, può trasformarsi in uno strumento di morte se immesso nel circuito illegale dello spaccio.

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