Borse europee deboli dopo la pausa della Bce, Milano tiene
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Redazione Economia
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Le principali borse del Vecchio Continente affrontano una seduta caratterizzata da una palpabile prudenza, un atteggiamento che, se da un lato riflette le attese per i dati inflazionistici di ottobre nell’Eurozona, dall’altro appare come il naturale seguito della decisione della Banca Centrale Europea di mantenere inalterati i tassi di interesse. L’indecisione, che si manifesta attraverso scambi contenuti e andamenti contrastanti, coinvolge gran parte delle piazze finanziarie, sebbene non tutte nello stesso modo; la piazza di Milano, ad esempio, dimostra una resilienza inaspettata, posizionandosi stabilmente sulla linea di parità e distinguendosi per un dinamismo che altrove sembra affievolirsi. Anche il mercato dei cambi registra una fase di stasi, con il cambio euro-dollaro USA che oscilla attorno ai valori della vigilia, attestandosi su 1,156, mentre l’oro, tradizionale bene rifugio in periodi di incertezza, non segnala particolari scossoni e viene scambiato a 4.025,4 dollari l’oncia.
Il responso delle Big Tech d'oltreoceano
A influenzare l’umore degli investitori, contribuendo a un avvio cauto delle contrattazioni, concorrono anche le performance delle società tecnologiche statunitensi, le cosiddette Big Tech, le cui trimestrali sono state osservate con grande attenzione. Amazon, con un incremento delle vendite del 13% fino a toccare 180,2 miliardi di dollari, ha superato le previsioni degli analisti, che si attestavano su 177,8 miliardi, mentre Apple ha registrato un fatturato in crescita dell’8%, raggiungendo 102,5 miliardi a fronte di un consensus di 102,2. Questi risultati, che hanno innescato balzi rispettivamente del 10% e del 4% nel dopo-mercato, hanno offerto un contrappunto parziale alla correzione di fine mese avvenuta sui listini asiatici, senza però bastare a imprimere un’inversione di tendenza generalizzata in Europa.
Il quadro d'apertura nelle diverse piazze finanziarie
Il quadro che si delinea all’apertura dei mercati è dunque variegato e conferma una tendenza al ribasso per molte borse europee. Londra e Francoforte segnano un calo dello 0,2%, mentre Amsterdam si distingue come la piazza con le performance più negative, limata dello 0,3%. Parigi e Madrid, al contrario, avviano la giornata senza sostanziali movimenti, attestandosi su una condizione di sostanziale staticità. Questa frammentazione degli andamenti, che qualcuno potrebbe interpretare come una mancanza di direzione, riflette in realtà la complessità del momento, nel quale si intrecciano dati macroeconomici, decisioni delle banche centrali e risultati societari.
L'inflazione in Eurozona frena le attese
A completare il quadro di riferimento, l’Eurostat ha diffuso la stima preliminare sull’inflazione dell’Eurozona per il mese di ottobre, la quale ha evidenziato un rallentamento, un dato che, se da un lato potrebbe alleviare le pressioni sulla Bce per nuovi rialzi dei tassi, dall’altro alimenta interrogativi sulla solidità della ripresa economica. Questo elemento, unito alla già citata attesa per i dati ufficiali, contribuisce a creare un clima di attesa, nel quale gli operatori sembrano preferire la cautela, rinviando decisioni di investimento più audaci in attesa di segnali più chiari sulla direzione che l’economia intenderà prendere nei prossimi mesi.




