Cina, il Pil del terzo trimestre accelera a 4,5% e batte le attese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’economia cinese ha ripreso velocità nel terzo trimestre del 2026, con un prodotto interno lordo in crescita del 4,5% su base annua, un dato leggermente superiore alle attese degli analisti e in accelerazione rispetto al +4,3% registrato tra aprile e giugno. La rilevazione diffusa dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino delinea un quadro in cui la spinta arriva soprattutto dall’esterno: le esportazioni restano il motore principale, mentre la domanda interna fatica ancora a offrire un contributo robusto.

Il dato trimestrale, che segue il +5,0% del primo scorcio dell’anno, porta la crescita complessiva dei primi nove mesi al 4,6%, un passo che avvicina il governo all’obiettivo annuale intorno al 5%.

La produzione industriale tiene il passo

A settembre l’attività delle fabbriche ha mostrato un’accelerazione: la produzione industriale è aumentata del 5,5% rispetto a un anno prima, con un ritmo superiore di tre decimi di punto rispetto ad agosto. Su base mensile l’incremento è stato dello 0,61%, mentre la media dei primi nove mesi si attesta a +5,3%.

A sostenere il comparto manifatturiero contribuiscono in modo particolare i segmenti a più alta intensità tecnologica, con la produzione di robot industriali e batterie al litio in forte espansione, segno di una struttura produttiva che continua a spostarsi verso attività a maggior valore aggiunto.

Consumi, la ripresa resta fragile

Il fronte più debole rimane quello delle vendite al dettaglio. A settembre i consumi delle famiglie sono cresciuti dell’1,1% su base annua, attestandosi a 4.243,3 miliardi di yuan, un dato migliore delle previsioni ma che conferma una dinamica modesta: ad agosto l’incremento era stato dello 0,7%. Su base mensile la variazione è stata dello 0,35%.

La cifra di settembre, seppur in lieve miglioramento, resta lontana dai ritmi che sarebbero necessari per riequilibrare un’economia ancora troppo dipendente dalle vendite all’estero, e riflette una fiducia delle famiglie che stenta a consolidarsi nonostante i recenti allentamenti delle politiche economiche.

Il ruolo delle esportazioni e il quadro degli investimenti

A trainare la crescita trimestrale hanno contribuito anche le esportazioni, che nei primi nove mesi dell’anno hanno registrato un’accelerazione a due cifre, sostenute da un’attività produttiva vivace e da una domanda estera che ha compensato la fiacchezza dei consumi interni. Il commercio estero nel suo complesso ha mostrato una progressione robusta, con un’importazione in forte rialzo che segnala comunque una qualche ripresa della domanda interna di beni intermedi e strumentali.

Sul versante degli investimenti, tuttavia, il contributo del mercato domestico resta meno solido: il comparto immobiliare continua a operare in una fase di ridimensionamento, con le nuove costruzioni che arretrano mentre le transazioni di case già esistenti mostrano segnali di vivacità.

Mercati asiatici in rialzo dopo il dato

La pubblicazione del dato sul Pil ha avuto un effetto immediato sui listini della regione: le principali Borse asiatiche hanno chiuso prevalentemente in territorio positivo, con Shanghai in rialzo dello 0,7% e Shenzhen dello 0,4%. I future sui mercati statunitensi si sono mossi in leggero rialzo, mentre in Europa le attese erano per un’apertura debole e l’euro si è mantenuto sotto quota 1,12 sul dollaro.

Il quadro macroeconomico cinese, con una crescita che accelera ma resta a due velocità, continua a orientare le scelte degli investitori in una fase in cui le autorità di Pechino sembrano voler calibrare gli stimoli senza forzare la mano sul fronte del sostegno ai consumi.

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