Michele Barbatelli, il 19enne di Appignano nominato alfiere della Repubblica da Mattarella
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Redazione Interno
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Tra i 29 giovani premiati oggi al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella con il titolo di Alfiere della Repubblica, c’è anche Michele Barbatelli, studente diciannovenne dell’Ite Gentili di Macerata, originario di Appignano. La motivazione del riconoscimento – una targa consegnata nel corso della cerimonia – sottolinea «la continuità del suo impegno come volontario a favore del paese», definendolo «un ragazzo sensibile, che ha dimostrato grande maturità in un periodo doloroso per la sua famiglia, senza mai trascurare gli studi né l’attività nella Pro loco locale».
Il Quirinale, nel menzionarlo, ha voluto evidenziare come la sua storia rappresenti una testimonianza della resilienza che caratterizza i borghi italiani, spesso animati da reti di solidarietà informali ma radicate. Barbatelli, che ha saputo conciliare impegno scolastico e volontariato, è stato scelto insieme ad altri giovani le cui storie spaziano dall’ambito culturale a quello scientifico, dallo sport alle azioni di altruismo.
Tra i premiati, quattro provengono dalla Lombardia: Camilla Aurora Fanelli di Milano e Serena Simonato di Cavenago, le cui vicende personali riflettono lo stesso spirito di dedizione. A distinguersi, però, è anche un caso eccezionale di riconoscimento collettivo: una classe primaria di Torino, lodata da Mattarella come «orgoglio del Paese» per un progetto che ha saputo coniugare inclusione e innovazione.
Non mancano storie singolari, come quella del tredicenne umbro Gabriele Ciancuto, paragonato a un Piero Angela in miniatura per la sua capacità di divulgare concetti complessi – dall’astronomia alla fisica – attraverso libri diventati best seller, pensati per bambini tra i 6 e i 10 anni. Un esempio di come la curiosità, se coltivata, possa trasformarsi in un veicolo di conoscenza condivisa.




