La tragica fine di un giovane migrante sulla nave umanitaria Sea Watch 5
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Redazione Interno
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Un giovane migrante di 17 anni, il cui nome rimane sconosciuto, è morto a causa di un'intossicazione da carburante poco dopo essere stato salvato in mare dalla nave umanitaria Sea Watch 5. Il suo corpo è rimasto a bordo della nave per due giorni, avvolto in due grandi sacchi bianchi e ricoperto di ghiaccio, in un tentativo di conservare un minimo di dignità per la salma.
Il viaggio e la morte
Il ragazzo era fuggito dalle coste libiche di Sabratha con altre 55 persone, su un barcone di legno azzurro a due piani, nella notte tra martedì e mercoledì. Si è spento all'ultimo miglio del viaggio verso l'Europa, che non lo ha voluto nemmeno da morto.
La reazione della Sea Watch
Sul ponte della Sea-Watch 5, all'aperto, il corpo del 17enne era chiuso in una body bag, il sacco per i cadaveri. Gli involucri di plastica erano due, in mezzo avevano il ghiaccio. Ogni quattro ore, a turno, l'equipaggio della nave umanitaria cambiava il ghiaccio, cercando di conservare in questo modo un minimo di dignità almeno per la salma.
Le critiche alle autorità
La Sea Watch ha criticato le autorità per la loro decisione di assegnare un porto a una settimana di navigazione, lasciando a bordo della nave il ragazzino deceduto. La ong ha definito questa decisione come disumana e ha sottolineato la difficoltà umana nel comprendere il perché di questo sfregio.
La tragica storia di questo giovane migrante sottolinea le difficoltà e i pericoli che i migranti devono affrontare nel loro viaggio verso l'Europa. Sottolinea anche la necessità di una risposta più umana e compassionevole da parte delle autorità europee nei confronti di queste tragedie.




