Messi e l'Argentina, la storia si ripete: a Kansas City l'esordio mondiale contro l'Algeria
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Redazione Sport
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Il conto alla rovescia è terminato. Tra poche ore, all'Arrowhead Stadium di Kansas City, i riflettori si accenderanno sui campioni del mondo in carica: l'Argentina di Lionel Messi scenderà in campo per il suo debutto in questo Mondiale 2026, una edizione che per la prima volta vede ai nastri di partenza ben quarantotto nazionali e che si svolge tra Stati Uniti, Messico e Canada.
Ad attenderla, nel primo turno del gruppo J, c'è l'Algeria del tecnico bosniaco Vladimir Petkovic, un avversario sulla carta meno blasonato, ma che a queste latitudini può vantare un'insidia tattica non trascurabile e una voglia di rivalsa che potrebbe rivelarsi letale. La posta in palio è immediata: iniziare il cammino con il piede giusto per cercare di bissare il trionfo ottenuto in Qatar nel 2022, un'impresa che nel calcio moderno ha il sapore dell'impresa titanica, dal momento che l'ultima nazionale a riuscirci fu il Brasile nel 1962.
Il dilemma del ct Scaloni: gestire l'ultima danza del "Pulce"
La domanda che aleggia intorno al ritiro dell'Albiceleste è più un tormentone che una reale incertezza: a trentotto anni (che compirà il prossimo 24 giugno), Lionel Messi è pronto per essere titolare dal primo minuto o quantomeno per ritagliarsi un ruolo da comprimario di lusso?
Secondo le ultime indiscrezioni, che filtrano dagli allenamenti e che sono state riportate da fonti vicine alla selezione, il fuoriclasse dell'Inter Miami avrebbe completamente recuperato dai fastidi muscolari che ne avevano condizionato le ultime settimane di preparazione, e la sua presenza in campo contro l'Algeria è data per certa. Questo esordio, che sarebbe il sesto Mondiale della sua straordinaria carriera, lo accomuna a un altro fuoriclasse, Cristiano Ronaldo, destinato anch'egli a partecipare alla sua ultima kermesse iridata.
Per il ct Lionel Scaloni si pone quindi un problema non da poco: come gestire la più grande risorsa della squadra, consapevole che ogni suo movimento, ogni sua sostituzione, sarà scrutato e giudicato. La sfida di Scaloni, che non è mai sembrato così complessa come in questa vigilia, è quella di amalgamare l'entusiasmo dei giovani, come i vari Alvarez, Mac Allister e Fernández, con l'esperienza del leader indiscusso, per cercare di costruire quel mix vincente che è mancato a molte squadre campioni in carica nella storia recente del calcio.
Le scelte tattiche e il ballottaggio in attacco
La cabina di regia del centrocampo sembra ormai definita, con il trio formato da Rodrigo De Paul, Enzo Fernandez e Alexis Mac Allister destinato a garantire equilibrio e qualità. Il vero rebus, però, si gioca davanti, dove a completare il tridente d'attacco con Messi sarà chiamato in causa uno tra Julian Alvarez e Lautaro Martinez, in un testa a testa che ha tenuto banco negli ultimi giorni.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, nelle ultime prove tattiche il "Toro" dell'Inter avrebbe guadagnato un vantaggio decisivo sul collega dell'Atletico Madrid, complice anche una condizione fisica considerata migliore e un recupero da un problema alla caviglia che ha limitato la preparazione di Alvarez.
La scelta di Scaloni, che in ogni caso potrebbe optare per un assetto con una difesa a tre o per il più collaudato modulo a quattro, ricadrà quindi sull'attaccante nerazzurro, che avrà l'occasione di dimostrare sul palcoscenico più importante del mondo di essere il degno erede del numero dieci. Dall'altra parte, l'Algeria, che punta a inserirsi negli spazi che l'Argentina inevitabilmente concederà, si affiderà alla classe di Riyad Mahrez, il suo capitano e faro della manovra offensiva.
A completare il reparto avanzato, l'ex giocatore del Marsiglia Amine Gouiri e il talentuoso Mohamed Amine Amoura.
Il peso di un'assenza e l'attenzione mediatica
Mentre l'Argentina si prepara a scendere in campo per il suo esordio, l'attenzione del mondo del calcio non può prescindere da un'assenza ingombrante. Il torneo, che pure ha visto debuttanti come Capo Verde e Giordania, si consumerà ancora una volta senza la nazionale italiana, una mancanza che si fa sentire e che per gli azzurri rappresenta la terza esclusione consecutiva dopo i fallimenti del 2018 e del 2022.
Un'assenza che toglie fascino alla competizione, ma che allo stesso tempo proietta l'Argentina e Messi in una luce ancora più intensa, quella di essere i principali protagonisti di una storia che potrebbe regalare un altro capitolo indimenticabile.
La partita contro l'Algeria, che si giocherà nella notte italiana e sarà trasmessa in esclusiva su Dazn, rappresenta quindi molto più di un semplice match del girone: è il primo atto dell'ultimo grande viaggio di un campione che ha segnato un'epoca, un viaggio che tutti, tifosi e addetti ai lavori, vogliono vedere fino alla fine.




